1 ottobre 2012

Lunedì 1 Ottobre 2012

In tutta onestà, devo ammettere di essere di nuovo nel vortice del binge fino al collo.
La mia psico non può aiutarmi da lontano, e se anche le mandassi una mail non servirebbe a molto.

Faccio una spesa sana e poi, disperandomi perchè a casa ho solo frutta, verdura e cibo a basso contenuto calorico, vado a fare la spesa porca. Se non sono i Digestive, è sicuramente il gelato. E non un bicchierino.

Potrei fare finta di niente con voi, soprattutto perchè c'è chi mi vuole male, ma nella vita ho imparato a non nascondermi più (ma i commenti anonimi selvaggi li cancellerò. Andatevene pure a quel paese).
Se ho unproblema, DEVO parlarne, devo sfogarmi e devo ammetterlo.
Sto male, di nuovo. E lo so che avevo fatto tanto per uscirne.
Ho cambiato vita e so che non è facile abituarsi ad uno stile di vita alimentare sano quando si sta conducendo uno stile di vita generale malsano (no sport, otto ore in piedi con ristagno di liquidi, sbalzi di temperatura, orari fuori dalla norma), ma sto male davvero.

Sono perennemente nauseata.
Anche se mi viene il mal di pancia continuo a mangiare, e questo mi fa paura, perchè continuo nonostante un reale DOLORE mentale e fisico.
Oggi al lavoro sono stata male tutto il tempo, con crampi di stomaco e voglia di piangere. Non ricordo se ve 'ho già detto, ma quando mangio tanto, la nausea mi fa salire le lacrime agli occhi, quindi mi viene da piangere non per tristezza ma proprio per stomaco pieno.

Mi sveglio la mattina pensando che è il giorno giusto per riprendere la dieta. Colazione leggera, no panino ma solo un bel frutto, acqua ogni quanto mi è possibile berla. Poi si fa ora di pranzo e prima di tornare a casa vado a comprare qualcosa da mangiare strada facendo, come una pazza.
Neanche faccio pasti normali, perchè prima di arrivare a tavola, dove alla fine neanche arrivo, sto a letto a mangiare schifezze.

Dormo da schifo, perchè mi sveglio tutta sudata e con lo stomaco che brucia forte.

Sono davvero spaventata.

E non so come uscirne.

Aiutatemi.

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117 commenti:

Anonimo ha detto...

Torna a casa.
Mollare tutto e cambiare radicalmente la propria vita non è per tutti, e sicuramente non è per una persona che non si è mai allontanata dalla propria realtà per almeno un minimo periodo di tempo.
O tieni botta, sperando di abituarti, col rischio che tu rimanga irrimediabilmente devastata da questa esperienza, e senza la certezza di riuscire davvero ad abituarti, oppure è meglio che valuti seriamente l'ipotesi di mollare.
Ricorda che i segnali che ci lancia il nostro corpo (psiche compresa) non devono essere sottovalutati; vuoi davvero rischiare in salute per non dare la soddisfazione di dire "ecco, ha fallito?"
Fanculo, la vita è tua, devi rendere conto davvero solo a te stessa! Vuoi andare a "morire" (modo di dire delle mie parti) solo per poter vivere a Londra?
Lascia perdere, fidati.

Anonimo ha detto...

Torna a casa e riprenditi la tua vita, non ne vale la pena adesso buttare tutto al vento, evidentemente non sei ancora psicologicamente e fisicamente pronta a vivere da sola, in una città totalmente nuova, senza i tuoi affetti, le tue sicurezze e la tua routine. Da persona che sta guarendo da un disturbo alimentare, la bulimia, ti dico che al momento non ti puoi permettere un cambiamento così estremo se vuoi guarire, devi avere tutto sotto controllo, cercare di vivere il più semplicemente e tranquillamente possibile, attenerti ai tuoi schemi e alle tue regole, una volta passato parecchio tempo, allora forse puoi pensare di fare un'esperienza tale. Temo tu abbia accellerato tutto il troppo, il ricovero dura anni, dura tutta la vita. Pensaci su.

Luccicanza ha detto...

Secondo me hai fatto il passo più lungo della gamba, ma non andando a vivere a Londra, quanto mettendoti a fare un lavoro che ti scombussola in questo modo. Facendo orari assurdi come quelli che stai facendo, ti si altera il ritmo sonno/veglia e di conseguenza sfasi gli equilibri ormonali che stanno alla base della regolazione dei livelli di stress, finendo quindi per buttarti sul cibo.
Io ti direi di insistere, di rimanere a Londra, se non lo facessi ricadresti in quel trip mentale per cui "ho fallito, tutto è perduto quindi ciao, torno a casa a sentirmi la donna più frustrata del mondo e a compensare questa sensazione abbottandomi da mattina a sera". Se posso darti un consiglio, appena hai un giorno libero o anche solo un po' di tempo, rimettiti a mandare curricula, magari in qualche negozietto o ristorante che faccia orari decenti (magari a camden, così non ti fanno manco storie per i piercing).
L'importante è che stia tranquilla, pensi che è normale che, trovandoti catapultata in una nuova vita e per lo più così diversa da quella precedente, tu ti senta spaesata e per di più sotto pressione per via delle aspettative altrui(magari anche quelle di noi lettrici), e che reagisca a questa sensazione nel modo che conosci meglio.
Non darti per vinta Cup, niente è perduto, devi solo riprendere il controllo della situazione, a partire da un'organizzazione del tempo che tenga conto del fatto che cambiare città, per di più andando all'estero è pur sempre un passo enorme e che quindi magari hai bisogno di qualcosa di più "soft" per prendere confidenza con questa nuova vita.
Ti abbraccio forte.
Roberta.

Cupcakes ha detto...

Ragazze, no, non posso tornare!

Non posso tornare e non voglio tornare.

Ho desiderato tanto il cambiamento e ora che sono qua e non è tutto rose e fiori lo voglio comunque.
E' la città che ho sempre desiderato questa, e anche adesso desidero viverci.
E' la mia vita, e deve andare avanti.
Devo lavorare, devo stare in un posto scelto da me e non capitato a casaccio. Devo affrontare me stessa, la solitudine e la stanchezza.
Devo vivere in mezzo ai problemi per poterli capire e per poter vedere fin dove riesco ad arrivare.
Non devo fare affidamento sugli altri o sulla comodità di stare con i miei e di non fare nulla avendo così tanto tempo a disposizione da poterlo gestire come voglio.

E, soprattutto, non devo fallire. Non per orgoglio, ma per stare in pace con me stessa.

Sono nel posto che ho sempre sognato e non mi sta deludendo.
Ho trovato subito un lavoro e sono stata fortunata in questo.
Ho fatto tutto da sola (certo, ho la fortuna di avere qui degli amici che mi aiutano per certe cose, ma capite cosa intendo spero) e mi metto alla prova giorno dopo giorno.

Ho avuto un anno di tempo per sistemare la mia situazione alimentare e credevo di esserci riuscita. Non posso prendermi anni ed anni per guarire e arrivare ai 30 senza un disturbo alimentare, forse, ma con un curriculum pari a zero e una vita vuota pari a zero.

Devo riuscire a cambiare me stessa indipendente dal luogo in cui mi trovo.

Anonimo ha detto...

Azz... Ciamby..

Mi hai spiazzato con questo post lacrimevole.. ero partito che volevo scriverti qualcosa sul tuo lardo.. pero' vedo che sei giá a pezzettini da sola. Quindi non ti dico nulla, non voglio infierire su di te.. dai .. cerca di tirarti su. Non mangiare le solite schifezze... cerca di concentrarti sulla spesa "sana" e assolutamente evita di fare sottobanco la spesa porca. Dai su che ce la puoi fare. Qua nessuno ti vuole male. Alle volte ti tiri i commenti cattivi dietro da sola, cerca di essere piu' malleabile anche tu e vedi che anche gli altri ti comprenderanno.. smettila di fare la fanatica e sii piu' umile.

Non ascoltare quelle anonime che ti dicono di smollare tutto. Resisti.


DAVID

Anonimo ha detto...

Per carità resta. Resta a Londra e tieni duro: sei arrivata da poco, devi permettere al tuo corpo, alla tua mente, ai tuoi pensieri di adattarsi ad una vita COMPLETAMENTE diversa da quella che hai sempre avuto prima. cambiare città e stato non è una cosa da eroi, accessibile solo ad alcune persone. tutti possono farlo ma ognuno ha i suoi tempi. concordo con la ragazza dell'ultimo commento, piuttosto di riaprire una voragine e poi doverti trovare anche a combattere vecchi demoni, cambia lavoro. se ne hai trovato con facilità uno, ne troverai un altro. ma per carità non mollare. ce la puoi fare, ne sono sicura, ma devi importi dei cambiamenti (nel cambiamento).

Anonimo ha detto...

io segno quello che mangio su un'app che mi calcola anche le calorie.
e mi cazzia se supero la dose giornaliera (che ho impostato io).
sembra una cazzata, ma con me funziona, mi sento in colpa quando vedo che sto raggiungendo il limite di calorie a disposizione...
si chiama Contacalorie, è gratuita in versione base.

Ladra di Caramelle ha detto...

Resta lì e tieni duro!
Concediti qualcosa in più al mattino, hai tutta la giornata davanti per smaltirlo: con un frutto solo, nel clima londinese e con un lavoro pesante, non stai in piedi! Ci credo che ti viene famissima!
Mangia un muffin, pane e marmellata, un panino col prosciutto, scegli quello che ti piace, ma inserisci del carburante a inizio giornata.

Poi magari la mail alla tua psic ti può fare bene, anche solo scriverla e non spedirla...

Un abbraccio
Sei più forte tu, altrimenti non saresti lì :***

Ladra di Caramelle ha detto...

PS: anche io ho l'app contacalorie, si chiama ShapeUp e anche la mia è gratis.. vedi se una o l'altra possono aiutarti!

Anonimo ha detto...

tieni duro!! c'e' una parte debole in ciascuno di noi, che non vuole cambiare, migliorare, affrontare novita', provare qualcosa di diverso. In ognuno si manifesta diversamente.. in te con problemi alimentari e un rapporto malato con il cibo. Questo non necessariamente aiuta, ma pensa che tutti, tutti abbiamo una parte debole con cui fare i conti. Tu stai facendo qualcosa di stressante e eccitante allo stesso tempo, e il tuo tallone d'achille si ripresenta. Spero tu ce la faccia. Parlane con qualcuno li, se puoi. Sicuramente ci sono club alimentari, o incontri weight watchers.. qualcuno con cui confrontarti e che ti aiuti a trovare un tuo equilibrio.
Gio (UK)

Prisca ha detto...

E' vero quello che hai scritto. Non vuoi e non puoi buttare tutto al vento, e se sei a Londra è per una TUA scelta e lo desideravi da tempo.
Però non puoi nemmeno pretendere troppo da te stessa. Anche perché, scusa se sono brutale, ma da disturbi del genere non credo si guarisca davvero MAI del tutto (lo spero, anche e soprattutto per me, ma non ne sono sicura...). Si impara a conviverci, in un certo senso, a capire quali sono i meccanismi e le cause che fanno scattare "l'abbuffata", a contenerle (spesso con successo) e ad affrontarle in altro modo, ma sappi che -purtroppo- di ricadute ne avrai altre prima di poter dire di averla superata.
Per cui sono d'accordo con Roberta: so che hai bisogno di un lavoro, non ti dico di mollarlo senza averne un altro prima, ma non sono orari "sani" quelli che fai...o meglio, forse in questo momento non sono adatti a te. Altra cosa che ho sempre pensato (e parlo essendoci passata): la dieta che hai seguito era, a mio modestissimo parere, troppo troppo rigida e non adatta a chi ha problemi alimentari. Smettendola, sei ricaduta immediatamente nelle vecchie e consolanti abitudini. Sbaglio o il mantenimento vero e proprio non è mai partito? :S

Ma questa è una mia opinione...non voglio risultare saccente,credimi. Mi dispiace tanto leggerti così. Però a volte, e nonostante i risultati straordinari che hai ottenuto, mi dava l'idea che tu volessi solo partire con un peso preciso per Londra. Che tu avessi risolto i tuoi problemi alimentari, o meno...

coraggio Cup :(

Prisca

Anonimo ha detto...

Ciao sono Eli sloggata! (ci eravamo sentite tempo fa!).
Primo di tutto, fai bene a sfogarti qui e a lasciar uscire, perche' tenersi tutto dentro e' deleterio!

Anche io quando mi trasferii a london a 26 anni, reagii allo stesso modo! anche io facevo come te, al mattino colazione sana, a mezzogiorno pranzo ottimo, poi prima d cena mangiavo di tutto di piu'! eppure io avevo un lavoro normale 9-5. A volte mangiavo di nascosto al lavoro.
E' normale che ci voglia un periodo di aggiustamento per ritrovare un equilibrio nuovo, che sicuramente arrivera'! D'altronde sei appena arrivata in una citta' nuova dopo anni di vita nello stesso posto! succede!!!
Ovviamente fai bene a non mollare, a restare dove sei e magari fare qualche cambiamento alla tua vita. Visto che questa divisione cose porche come le chiami tu e cibi sani non funziona, prova a comperare una via di mezzo e concedertela durante il giorno. Questo ti distoglie del rapporto on/off che hai adesso col cibo.
Quando sai che e' il momento rischioso per te, cerca di distrarti con qualche cosa, tipo vederti con un'amica, scrivere a qualcuno...una qualunque attivita' che ti distolga dal binge.
Non sara' facile, ma vedrai che con il tempo le cose andranno bene! :-)
Un grandissimo abbraccio!
Eli

Anonimo ha detto...

altra cosa (sono sempre l'anonimo che conta le calorie): ha ragione ldc, senza carboidrati non reggi, e mi risulta che non si bruci neanche granchè... fai colazione da re, pranzo da principe e cena da povero. tanto durante il giorno, al lavoro, bruci.

infine, io odio cucinare. mi stufo e sono negata.
però ho imparato che se invece che aprire la bresaola o sbucciare una mela, mi preparo qualcosa che dia un po' di gusto reggo di più. anche solo per l'idea di dire "ok, niente porcate, però stasera petto di pollo con i peperoni, me lo sono meritato".

in bocca al lupo

coccinellaverde ha detto...

NO Cup assolutamente non devi mollare adesso!hai fatto così tanto per andare a Londra e ora tornare indietro non esiste,tra l'altro ti farebbe sentire ancora più frustrata per aver lasciato il tuo sogno. Però come hanno già detto,forse i ritmi che hai sostenuto sono stati troppo pesanti,il lavoro che hai accettato è troppo per te che devi allo stesso tempo adeguarti a una città nuova,casa nuova,lingua nuova,attenzione all'alimentazione e tutto ciò che comporta un cambiamento così grande!Fai malissimo a evitare di mangiare,perchè è ovvio che poi ti butti sulle schifezze...non dico che non devi concedertele ma magari fallo la mattina così puoi consumarle e ti danno energia durante la giornata. Prova e sforzati di fare quel mantenimento che non hai mai cominciato...sicuramente non sarà drastico e impegnativo come la dieta.Forza non buttare tanti sacrifici all'aria!Se posso essere sincera,penso che il lavoro che fai sia troppo stressante per te che devi già adeguarti a tante cose. Fai richiesta di assunzione in altri posti,qualcosa di più sostenibile perchè questi ritmi alla lunga ti esasperano e il risultato è che ti rovini abbuffandoti di cibo.Pensa anche a tutti i bei vestiti che hai iniziato a reindossare,al guadagno che puoi ottenere avendo la possibilità di trovare le cose più facilmente con meno spesa.Hai fatto tanti sacrifici!

Anonimo ha detto...

Ciao Cup.
Resta a Londra. Non andartene..non mollare! Devi veramente essere orgogliosa di te stessa per quello che hai fatto e che stai facendo, che credimi non è da tutti. Tutti sono bravi a parlare, ma tu hai preso e sei partita veramente e stai affrontando TUTTO da sola, in un posto "nuovo" (finora Londra l'avevi vissuta piu che altro come turista...), senza Daniele. E' un grande passo ed è normale che sia anche difficile... Ma tu stai dimostrando un grande coraggio. Ed è normale che cedi su qualche fronte, in particolare per te quello alimentare, che è il tuo lato debole e dunque il primo a cedere in caso di difficolta... datti del tempo, vedrai che piano piano riuscirai a tornare a mangiare come prima... non puoi avere tutto e subito... stai affrontando tante cose nuove, è normale che il tuo corpo abbia delle ricadute.. ma tu sei piu forte!!! SEi piu forte di tutti quelli che ti lasciano commenti al veleno (pura invidia secondo me!), di chi ti ha lasciata andare da sola a Londra mollandoti all'ultimo momento (e sai di chi parlo...), sei piu forte di quanto tu stessa credi...ce la puoi fare!! Tutti abbiamo momenti di debolezza. Ma tu ti rialzerai... Cerca di fare una colazione piu abbondante, cosi non arrivi all'ora di pranzo con una fame che vorresti mangiarti anche i tavolini..e poi hai tutto il giorno davanti per bruciarla!!!
Coraggio Cup ce la fai!!! Ho fiducia in te... fallo alla faccia di chi ti vuole male!!!!!
ti sono vicina!!! tifo per te.
Arcobalena <3

Anonimo ha detto...

Cara Cup,ti parlo con il cuore in mano...la mia vita è stata rovinata dall'obesità....volevo trasferirmi in una città lontana dalla mia per studiare ciò che avrei voluto,ma la maledetta obesità mi ha preso nel suo vortice,e naturalmente con l'autostima pari a zero e zero aiuto da parte di tutti,mi ritrovo ad ammuffire,con un cassetto pieno di sogni,che giorno dopo giorno sto capendo che non aprirò mai...Ho fatto una dieta che mi ha permesso di perdere 15 kg.me ne mancavano solo 7 per fare il mantenimento,ma ho rovinato tutto!!!allontanando i miei sogni ancora di più...sono passati 4 anni e mi ritrovo di nuovo ha seguire la dieta,pesare di nuovo tutto,decidere il menù adatto ecc… questa volta però sono determinata,grazie anche a ragazze come te che mi hanno ispirato!BASTA!!!Ho capito che è meglio farlo ora il sacrificio che stare a dieta una vita. Ok,sei caduta,è normale,siamo umani,ma rialzati,fallo ora il sacrificio,evitali ora i cibi grassi,fallo per un futuro,il tuo futuro!E se proprio non c'è la fai a reggere i ritmi del lavoro,va bene,è normale,il primo lavoro all'estero,cambialo,datti un pò di tempo,fallo per te stessa;se il lavoro non fa per te non sforzarti,almeno non sforzarti subito dopo esserti catapultata in un'altra realtà;Londra non è l'Italia,qui ammuffiamo tutti,li l' occasione lavorativa adatta a te prima o poi la troverai. Scusami per questo commento kilometrico…spero che le cose migliorino,a presto!

Anonimo ha detto...

Ciao, io ti leggo spesso ma commento solo raramente. Non mi sono mai trovata in una situazione simile alla tua, ovvero quella di piantare tutto e andarmene lontano a cominciare tutto dal nuovo, anche se mi piacerebbe molto, e sono pure più grande di te.
Riesco però a immaginare lo scombussolamento che senti ora, cavolo, è più che normale, hai lasciato tutti, sei sola in una città nuova, dove parlano una lingua diversa, a fare un lavoro abbastanza duro... è logico che sia difficile, lo sarebbe per tutti. Io però penso che al posto tuo terrei duro,nonostante tutto, perché è una fase di adattamento, molto molto faticosa, ma ne vale la pena,e sicuramente quando ne sarai uscita sarai diversa, più grande, più matura... magari deciderai anche di tornare a casa, chi lo sa, ma non è questo il punto. Non so bene come funzionino le cose lì, ma penso che, se ne hai la possibilità, forse dovresti chiedere aiuto, un sostegno psicologico, ci saranno dei consultori o qualcosa del genere, io proverei a chiedere. Anche se ci saranno un po' di limiti per via della lingua, avere un punto di riferimento "al di sopra delle parti", che ti ascolti senza giudicare, non può farti altro che bene... dai, forza, siamo in tanti a fare il tifo per te :-)
F.

Anonimo ha detto...

Una volta se ricordi ti ho scritto un messaggio privato, chiedendoti del binge. Ecco, mi identifico esattamente nel tuo post,quindi se questo è binge,mi sa che ne soffro anch'io.Io non ho trovato ancora il modo di uscirne,ma cercare di non restare sola è una soluzione "temporanea".E cercare di non andare a fare la spesa troppo spesso.Dal punto di vista "mentale",cerca di pensarci mille volte proma di mettere qualsiasi schifezza in bocca.A volte funziona,a volte no. Purtroppo non so aiutarti davvero,ma ti dico solo che ti capisco,e che ti sono vicina.E non mollare,non andare via.Non è Londra che ti porta questo,sarebbe lo stesso anche a casa ( e penso lo sia stato in passato).Non è quello che ci sta attorno che ci fa stare male,ma quello che abbiamo dentro.E' dentro che devi guarire.
Un abbraccio forte!
Chicapink

WinniePruh ha detto...

NON MOLLARE. Sentirti una fallita non ti aiutera' nell'affrontare il tuo DCA.
NON METTERTI A DIETA. Sul serio. L'unica via per smettere le abbuffate e' lasciar perdere le diete, almeno inizialmente e per un beeeeeel po', se non per sempre. Concentrati sul mangiare pasti regolari (anche se ad orari irregolari), SOSTANZIOSI e che contengano i cibi che ti piacciono. Non pesarti per un po'. Non dispiacerti se inizialmente, ad alcuni pasti (o tutti), finirai per mangiare piu' di quanto pensi dovresti. Il tuo obiettivo dev'essere SMETTERE CON LE ABBUFFATE, non dimagrire, non contare le calorie. Una volta che avrai cessato lo smangiucchiamento folle, anche le quantita' che mangi durante i pasti si calibrerano da sole.

Donkuri ha detto...

Trova il tempo per cucinare cose poco caloriche e poi surgelalo così quando torni da lavoro nn sei costretta a mangiare schifezze, se devi mangiare fuori preparati dei bento cm i giapponesi così magari sarà anche divertente oltre che nn fa male. Sopratutto nn mollare!

Anonimo ha detto...

Io che non ho avuto problemi di peso non capisco cosa cacchio c'è di così difficile nell'avere un pò di forza di volontà e chiudersi la bocca quando sai che ti stai strafogando. Spero cmq che tu riesca a superare questo momento un po down

お菓子 Okashi Lau ha detto...

Prima cosa: NON TORNARE.
Te l'ho già detto che ti invidio da morire e che sei il mio mito?
Se io alla tua età avessi avuto il coraggio di fare quello che tu hai fatto, ora non sarei qua a piangere pernsado a quanto sfigata sono stata a non aver avuto il coraggio di andarmene!

Seconda cosa: cerca di non mangiare schifezze. Mangia carne poco condita, cerca di limitare il più possibile carboidrati e grassi. Mentalmente fatti un regalino al giorno: non è necessario che rinunci ai biscotti, mangiali, ma non strafogarti. Conceditene uno, non di più.

Giuly tu sei una grande, fidati e non puoi lasciarti abbattere dalla voglia di cibo. Tu sei piu forte di un biscotto al cioccolato!

Anonimo ha detto...

Mi sembra di leggere un post scritto dalla me stessa di 5 anni fa.
Ho sofferto di disturbi alimentari dall'età di 15 anni fino ai 24. Negli anni ci sono stati periodi in cui sono stata un po meglio, ma a questi periodi ne seguivano sistematicamente altri in cui la malattia prendeva il sopravvento ancora più forte di prima. Nel 2007 ho vinto una borsa di studio di un anno per il Giappone... il mio sogno. Sapevo di non poter partire in quelle condizioni, avevo preso circa 20 chili e non avevo più il controllo sulla mia vita, così ho iniziato a curarmi seriamente. Andavo dallo psicoterapeuta e da una nutrizionista. Nel giro di un anno ho perso quasi tutti i chili presi a causa della malattia, e ho ricominciato a vivere. Facevo pasti sani e regolari, facevo attività fisica e mi sentivo serena. Un paio di mesi prima di partire ho avuto un paio di ricadute ma all'epoca attribuì tutto all'ansia pre-partenza e lasciai correre.
Dopo essere arrivata a Tokyo per i primi mesi sono stata bene. Cercavo di continuare a seguire la dieta come facevo in Italia e la cosa sembrava anche funzionare. Dopo svariati colloqui trovai anche un lavoro (da Starbucks, come ti dissi) e le mie giornate, tra studio e lavoro erano pienissime... ma dopo un po non ho retto al peso di tutto, e sono crollata di nuovo. Dopo natale riprese la vecchia routine. Anche io come te facevo scorte di cibo sano, ma poi compravo schifezze in quantità che molto spesso consumavo anche prima di tornare nella mia stanza. Ti dico solo che guadagnavo dai 900 ai 1200 euro al mese, e pagavo solo 150 euro di affitto stando nel dormitorio dell'uni... ma dopo aver ricominciato a stare male lo stipendio non mi bastava mai, perché lo spendevo quasi tutto in cibo.
Un mese prima di tornare decisi che nonostante tutto VOLEVO RESTARE Lì. Volevo trovare un altro lavoro che mi permettesse di rinnovare il visto e stabilirmi a Tokyo, perché era il mio sogno e non volevo che la malattia si prendesse anche quello dopo aver già rovinato anni della mia vita. Ma ben presto fui costretta a fare i conti con la dura realtà, ovvero con il fatto che non sarei mai riuscita a vivere la mia vita pienamente in quel modo. Decisi di tornare e mi sentii una codarda, una fallita... ma ricominciai lentamente a rimettere insieme i pezzi, ripresi la terapia e non mi diedi scadenze, perché stavolta volevo solo stare bene una volta per tutte, e finalmente dopo anni ed anni di lotte ho vinto io, ed ora sono io a gestire la mia vita, non la bulimia, il binge o qualche altro disturbo alimentare del cazzo!
Non ti dirò 'torna a casa' perché questa è una decisione tua, e anzi, spero con tutto il cuore che tu riesca a vincere contro il tuo male, e non debba rimandare il tuo sogno come ho dovuto fare io. Volevo solo condividere con te la mia esperienza,perché penso che se all'epoca qualcuno lo avesse fatto con me, mi sarei sentita meno sola. Sul serio, faccio il tifo per te!
Scusa il papiello... Ile :)

Anonimo ha detto...

inizia a pensare di trovare un altro lavoro: quello che fai è troppo scomodo, è il tipo di lavoro in cui c'è una rotazione continua perché chiunque se ne va appena trova di meglio.
Cerca di mangiare cose che ti diano energia ma non siano troppo caloriche.
Se ti senti stanca dormi il più possibile, senza rimorsi perché non approfitti del tuo tempo libero, lo farai in seguito.
Se mangiare è una forma di compensazione cerca di spostare l'attenzione su qualche altra attività che ti procuri soddisfazione (non lo shopping, però, eh...). Parla con un'amica, cerca di fare qualcosa che ti permetta di migliorare la tua vita, non so, un corso di inglese, di compute, di contabilità, informati se c'è la possibilità di avere un sostegno psicologico tramite il servizio pubblico (consutori, centri per stranieri...)

Santa Pazienza ha detto...

Giuly cara ti dico solo una cosa: non mollare, non tornare. Resta lì... sii forte. Posso immaginare quanto sia dura ma tu sei già stata bravissima a trovare il coraggio per partire (una cosa che non è da tutti), a fare un colloquio in inglese, a lavorare in condizioni così particolari. Non ho purtroppo molti consigli da darti. Quando sono triste o molto abbattuta anche io mangio a schifio. Forse è pure questo il problema... che non hai molte persone con cui dividere la tua vita e poterti rilassare oltre al lavoro. Tieni duro. Ce la puoi fare. Sei forte.

Anonimo ha detto...

Io ho sofferto di binge, quello vero, me ne diedero la conferma psichiatra e psicologo. Altro che spesa porca, mangiavo pan grattato a cucchiaiate, farina e acqua, legumi crudi. Io credo che tu sia una persona debole dal punto di vista alimentare, questo è sicuro, ma non credo tu soffra di binge. Devi però lavorare su te stessa, anche tramite un aiuto psicologico. Il trasferimento, la solitudine, le novità, ti portano a cambiare abitudini e a sperimentare cibi nuovi, ma in persone come te a cui piace mangiare e che hanno una debolezza di fondo finiscono per perdere il controllo. Non cercare di giustificarti e nasconderti dietro al binge: hai poco autocontrollo, ti piace il cibo e non hai una determinazione di ferro, punto. Devi lavorarci su ed un aiuto psicologico è fondamentale. A mio parere hai affrettato i tempi: sei partita nel momento più delicato della dieta (quello vicino al traguardo) e in tutto il tuo percorso dieta non ti sei fatta aiutare psicologicamente, pensando, forse, che era una perdita di tempo e denaro, preferendo spendere soldi in futilità. Non hai capito che la cosa importante prima di partire era quella di raggiungere un equilibrio psicologico: senza quello qualsiasi dieta o mantenimento è destinato a fallire. Lo stai provando sulla tua pelle infatti. Un aiuto psicologico e partire in pieno mantenimento dieta ti avrebbero sicuramente aiutata a non ricadere nella spirale del cibo; si trattava magari di qualche mese in più a casa, mica altri cinque anni. E poi anche io ho sempre pensato che la tua dieta fosse troppo restrittiva. Concediti più carboidrati e cucina quando torni a casa (un pasto caldo preparato non è neanche lontanamente paragonabile alla busta di affettato e allo yogurt)...stefy

Sluggard ha detto...

Cup, ma leggiti cacchio.

"Colazione leggera e un frutto". Cioè, ti sembrano le cose per stare in piedi dodici ore a lavorare?!
Ti rendi conto che consumi di più che a stare a stagnare a casa di tua nonna?!

Scrivendo così mi dai l'impressione di aver semplicemente fatto alla lettera la dieta (perché ne avevi la possibilità e il tempo, perché chiunque lavori non si può permettere di seguire nessuna dieta alla lettera), senza averci capito un tubo.

Mi dai l'impressione, soprattutto, di pensare che ci sono solo due modi: uno è mangiare pochissimo, il minimo indispensabile per non cadere in terra (ed è il tuo fare la brava), l'altro è fare la cattiva, e lì ci rientra tutto, dal mangiare un piatto di pasta in bianco allo sfondarti una confezione di biscotti da 200 kcal l'uno!

PinkVale ha detto...

io non mollerei.
Non credo che la colpa sia tutta del posto nuovo, quanto in buona parte del tipo di lavoro..
POi tu sei l'unica che sa in fondo al cuore se questo sia il contesto di vita in cui vuoi davvero stare.
Chiediti se, facendo un lavoro più normale, ti troveresti meglio.
Intanto che sei lì, manda e consegna milioni di cv (ma immagino tu lo stia già facendo)
Mi pare unpeccato, dopo nemmeno un mese, fare le valigie per tornare precipitosamente a casa.
Ti mando un abbraccione virtuale.
Tu di forza d'animo ne hai e l'hai dimopstrata sottoponendoti a mille sacrifi, anche per la tua salute.
Penso tu possa farcela. Ma in questo caso, per stare un pò meglio, o impari a adattarti ai ritmi, o tenti a tutti i costi di cambiare lavoro..

Anonimo ha detto...

tesoro, forse non te ne eri accorta ma secondo me dai dca non sei mai uscita.
ricordi? molti commenti qui sul blog ti dicevano ciò.. la tua fissa per il conteggio delle calorie al centesimo, il non saper fare uno sgarro senza tramutarlo in abbuffata.. tutto questo faceva capire che mentalmente non ne eri fuori. benchè io sia semi-convinta che chi ha sofferto di dca non riesca mai ad avere un rapporto completamente normale, sano e sereno col cibo.. ma forse mi sbaglio, lo spero.
secondo me comunque non può farti che bene mandare una mail alla psicologa, quanto meno ti servirebbe a sfogarti.. e scusa ma non credo che la dietologa/nutrizionista/o quel che è ti facesse un gran bene con quella dieta pesata al grammo. così non si fanno che incentivare le paranoie alimentari.
un abbraccio
AMTP

Anonimo ha detto...

Giuliana:
- fai bene a cancellare i commenti acidi perché parliamo di salute e offendere chi soffre è vergognoso;
- magari il riaffiorare della malattia era prevedibile come risposta ai cambiamenti, sebbene tanto voluti;
- proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno: le abbuffate sono senza tecniche di compensazione e questo è un bene;
- dormire male, avere crampi allo stomaco è normale; alla fine, a parte il tour de force dell'apparato digestivo, accusi i sintomi di una indigestione;
- se potessi aiutarti, lo farei volentieri; l'unica cosa che mi sento di consigliare (ma di semplice consiglio si tratta)consiste nel prendere la rodhiola rosea; un ciclo medio di assunzione è di venticinque giorni (due compresse al dì); la Erbamea (chiedo scusa, ma non cito la marca per fare pubblicità) ne produce di ottima qualità a circa 13 euro; poi ci sono anche altre marche. Vedi un pò cosa trovi a Londra;
- francamente (opinione personale) trovo che la tua dieta sia stata troppo restrittiva per certi aspetti; mi spiego meglio: quando si è sotto tono, specie se poi deve arrivare il ciclo, è normale rivolgere l'attenzione su cose dolci. Quindi una piccola golosità al giorno, oltre a placare la voglia di dolcezza, allontana il rischio abbuffata. Per esempio, a colazione concediti pure una fetta di pane (se non ricordo male, ne hai trovato di buona qualità) o due fette biscottate con crema di nocciole. Ci sono le comode vaschette monodose; a parte la nutella, in questo formato c'è pure la milka. Abbini un frutto (per esempio un'arnacia o ciò che più di piace, e sei a posto). Se hai voglia di gelato, puoi renderlo un pasto, a patto di metterci vicino un frutto o, se sei a casa, della verdura. Altro consiglio: carote sbucciate e già lavate a portata di mano (quando sei a casa).
Sono convinta che è solo un momento; e poi, a parte l'intensità della crisi, la cosa da fare è guaradre avanti, anche perché non sono poche settimane di disordine alimentare a rovinare la dieta.
Per lo sport, giudicando i tuoi orari di lavoro, consiglio, sempre che il tempo lo permetta, di sfruttare gli spostamenti a piedi, anche se brevi, che esegui per raggiungere il posto di lavoro.
Purtroppo c'è la tendenza ad associare il movimento fisico a quello fatto in palestra; i medici però non smetteranno mai di dire che pure fare le scale, una passeggiata di 30 minuti al giorno (passeggiata, no sessione estenuante di spinning)va bene. E alla fine è quel movimento consigliato per preservare o raggiungere uno stato di buona salute, senza spendere per la palestra e, soprattutto, senza trascurare impegni di studio o lavoro. Quanto al ristagno di liquidi, penso che la cosa dipenda dall'alimentazione; stare in piedi può provocare un pò di gonfiore alle caviglie (cosa risolvibile con creme, neppure tanto costose, a base di centella asiatica o vite rossa o mirtillo - insomma flavonoidi-); se non sopporti la crema, ci sono le compresse da prendere a cicli di due/tre mesi.
Ultimo consiglio: fino a quando dici a te stessa "da oggi mi metto in carreggiata", senza volerlo boicotti la dieta, perché ti ribelli alla privazione di quelle piccole golosità che, inserite con moderazione nella giornata alimentare, non possono che farti del bene, sia perché non si vive di aria, sia perché è innegabile che un pò di marmellata o di cioccolata mettono di buon umore.
Quindi, forza e coraggio; si guarda avanti!

Anonimo ha detto...

Fra i commenti leggo di persone che sanno di cosa stiamo parlando ed altre, che come sempre, rispondono a queste problematiche con un "chiudi la bocca, mangia una fettina di carne, fai una ricca colazione, conta le calorie" ,(come se contare le calorie, a volte, non sia già abbastanza un'ossessione, come se di diete e nutrizione non ne sapessimo già più della media della popolazione.
Se le abbuffate compulsive derivate da un disturbo alimentare si risolvessero con tanta facilità,(inutile è il concetto della sola forza di volontà), avremmo risolto i problemi a migliaia di persone.
Tu stessa, qualche volta, presa dal "delirio di onnipotenza" del periodo di dieta, ne hai parlato con superficialità, ma sono certa che quando poi parli con te stessa, sai benissimo come funziona e sai anche che le ricadute, soprattutto in periodi di cambiamento e stress, vanno messe in conto...per essere realisti e pronti ad affrontarle, chiaro, non per gufarsele.
Anche a me la tua dieta sembrava troppo poco adatta per chi ha un disturbo alimentare di questo tipo, non principalmente per un discorso calorico, piuttosto per le troppe restrizioni, che si sa, dopo un certo periodo, possono diventare un'ulteriore causa delle abbuffate. Restringo-controllo vs esagero-perdo il controllo. Siamo sempre sul filo degli estremi e ciò che diventa prioritario, è imparare a gestire le abbuffate,il dimagrimento è in una fase successiva. Perchè non hai mai pensato, quando eri in Italia, di andare tramite Asl presso i centri specializzati nei dca?
Fai bene a voler rimanere nella città che sognavi e ad affrontare tutte le tue paure e i tuoi limiti, ma è importante che tu non lo faccia per non fallire, perchè questo ti carica di aspettative e ansie ben diverse. "Lo faccio perchè voglio farlo e voglio provarci fino in fondo", non "Lo faccio per non sentirmi una fallita", altrimenti ti proietti già sul negativo.
Non ricordo chi l'ha scritto prima di me, ma anche io ti consiglio al momento di non pensare di rientrare nel pensiero -dieta-. Pensa a cercare di limitare le abbuffate e prova a gestire le ansie che ci stanno dietro...affrontati davvero senza addossarti il fallimento di non riuscire a stare a dieta: a quella ci penserai dopo, sennò il circolo sarà sempre quello. E' inutile tornare a dieta e dopo qualche mese far finta di essere guarite...
Rifletti su quali sono i punti a tuo favore e sfruttali adesso...

Siska

Anonimo ha detto...

@Stefy
scusami ma non è corretto quel che scrivi.
I parametri per valutare se si tratta o meno di abbuffate compulsive, sono altri e non se mangi legumi crudi o farina e pangrattato.
Esistono prima di tutto vari stadi di "gravità" e soprattutto una persona reagisce diversamente da un'altra. In comune tra chi ha questi disturbi, ci possono essere le modalità, lo stato d'animo che accompagna le crisi, la frequenza, la quantità degli alimenti e il tempo che ci si mette ad assumerli. Ho conosciuto uan persona presso un centro dca, che soffriva di abbuffate compulsive e mangiava solo la frutta, ma in quantità esagerate.

p.s. ultimo anonimo...neanche tu forse guarirai mai dall'idiozia, o cattiveria... cos'è?

Siska

cathy ha detto...

Io penso che tutti i commenti e la solidarietà che stai ricevendo qui debbano dirti già qualcosa.
Per prima hai detto che non vuoi mollare e NON DEVI mollare..Coraggio coraggio..Non sai quante cose ho buttato al vento io nella mia vita e quanto capisca il senso di vagare come una pazza x la città alla ricerca di cibo..la paura..il malessere...Però adesso tu sei nel tuo sogno ( ok,anche se per ora è dura) e non puoi sputtanare tutto x questo cavolo di dca...altrimenti sarà l'ennesima cosa che ti sarai fatta rubare dalla " malattia".
Tu ce la puoi fare...cerca di capire cosa ti fa star male e agisci,smettila di procastinare. Anche se ingrassassi,anche se le cose andassero male,tu oramai sei a Londra e il tuo obbiettivo deve essere sistemarti e farti una vita...questa è la priorità. Non ti dico di tornare 100 kg,ma di non fissarti con i 70 x ora...cerca di mantenere quello che hai evitando o limitando i binge..non passare nel cibo da 100 a 0 ma accontentati di quel 50 che non ti faccia sclerare!!!! Mi raccomando. Crediamo tutti in te!!!

dorainpoi... ha detto...

non concentrarti sul cibo. non iniziare la mattina pensando a quanto mangerai cosa mangerai quando mangerai. ricolloca il cibo nella sua corretta posizione della tua vita. Mangiare è un'attività che sulle 24 ore di cui si compone la giornata quanto occupa? un'ora ad esagerare (pure se ti mangi un pacco di digestive intero non ci impieghi più di un quarto d'ora)...un ventiquattresimo... e tu per questo ventiquattresimo di tempo sacrifichi tutto il resto? piuttosto nel tempo libero invece di andare al supermercato (lo so è un attività rilassante e rassicurante) cerca un altro lavoro con orari meno devastanti... mangiare in orari troppo distanti da quelli fisiologici fa ingrassare e saltare la routine che ti sei data (d'altra parte il disordine alimentare si combatte proprio con l'ordine e la regolarità) non ti aiuta. Il cibo è stato il bene rifugio per tutta la tua vita ed è normale che quando si è in crisi si cerchi la sicurezza delle vecchie abitudini ... la dipendenza è questo in fondo.... una certezza che se lo vogliamo non ci abbandona mai. Ma tu conosci ormai il percorso per allontanarti da questa 'caverna' accogliente ma soffocante che ti toglie la vista del sole e dei bei panorami :)
Coraggio, tutto passa, un passetto alla volta... e tu puoi passeggiare along the Thames darling :)

Cupcakes ha detto...

Ragazze mie , grazie dal profondo del mio cuore per la vostra sensibilità, solidarietà e per il vostro aiuto.
Davvero mille volte grazie.

Il binge mi è stato diagnosticato dal dietologo già anni fa, ma non mi giustifico dietro di esso. Qualsiasi sia l'onda compulsiva del mio cervello, ho una bocca che potrebbe non aprirsi e chiudersi di continuo, vi sembra che non lo so?
Eppure è incontrollabile il momento in cui lo faccio. Mentre girovago per il supermercato, non dormo mica, ma anzi penso di essere ancora in tempo per non arrivare alla cassa con schifezze. Eppure mi dico che ho tempo per mangiare cose sane, che non ci fa niente se scofano mezza dispensa, che oramai è l'ultimo giorno... povera cretina.

Quando ho scritto che mangio un frutto, intendevo dire che lo mangio come spuntino a metà mattina durante il lavoro, ma prima faccio la colazione (con latte e una barretta di cereali. Ricordiamoci che non posso sedermi al tavolo lì al bar e che posso mangiare in fretta qualcosa dietro le quinte ed in piedi) e dopo, quano torno a casa, faccio il pranzo normale con proteine/vitamine/grassi/carboidrati. Un pasto vero e pieno.

La mia dieta seguita nell'ultimo anno non era restrittiva. Io non so perchè a voi lo è sempre sembrata. L'unica cosa su cui la dottoressa era instransigente era lo sgarro settimanale che io non avevo, ma a me andava benissimo così perchè non mi appaga uno sgarro settimnale e anzi mi fa sentire in colpa perchè temo di vanificare tutti gli sforzi dei giorni trascorsi. Per il resto, mangiavo carboidrati di continuo (nessuna delle mie amiche che ha seguito diete mediche aveva ben 80 grammi di pane a pranzo e 70 a cena + tre spuntini a base di carboidrati), mangiavo ogni ora e mezzo e mangiavo di gusto.
Dov'erano le restrizioni?

Di tornare a Catania, come ho già scritto, non se ne parla. Non posso mangiare bene solo quando ho tutto sotto controllo. Devo riuscire ad avere tutto sotto controllo in qualsiasi posto io mi trovi e con qualsiasi orario io abbia. La mia vita non sarà per sempre stare a casa aspettando il pasto successivo come facevo a Catania, quindi perchè non iniziare proprio da qui il nuovo pseudo assestamento?

Per quanto riguarda il lavoro... ahimè, lo so che avrei bisogno di orari più umani, ma non conosco l'inglese a sufficienza e non posso lavorare in negozi d'abbigliamento o accessori a contatto col pubblico. L'unico colloquio sul genere che ho fatto è stato per un lavoro in nero a Camden e lì mi ha proprio detto che se non parlo bene l'inglese non posso neanche dialogare con i clienti, ed è vero. Un conto è capire se vogliono latte o tè, un conto è parlare di decine di capi diversi, consigliare, suggerire. Non riuscirei a farlo per adesso. Le catene di caffetteria e fst food hanno più o meno tutte questi orari, quindi passerei solo dalla padella alla brace. Però, dato che a quanto pare molti colleghi preferiscono fare le mattine, proverò in seguito a parlare con la manager chiedendole se possa diminuirle a me lasciandomi più turni pomeridiani. La vedo difficile ma tentar non nuoce.

Cupcakes ha detto...

Anonimo 22:05 e LDC , una app per contare le calorie mi farebbe impazzire. Ieri ho mangiato un pacco intero di ritz nel giro di dieci minuti. Quasi mille calorie! Se mi mettessi a scrivere queste cose sul telefono mi verrebbe di lanciarlo dalla finestra!

Winnie Pruh , ma ci credi che penso al tuo commento da quando l'ho letto ieri sera?
Oggi mi sono svegliata sempre col pensiero del cibo, ma sto valutando cosa mangiare e quando farlo grazie a te che mi hai dato un consiglio spassionato ma molto giusto. Ad un orario decente, a pranzo magari (posso farlo solo perchè oggi sono libera, ma spero di riuscire a trovare una tranquillità anche durante le giornate in cui lavoro). Posso mangiare una bella insalata e poi un cucchiaio di gelato. Non il barattolo intero, ma una bella cucchiaiata, magari con il caffè.
Grazie davvero. Il pensiero di non stare a dieta ma di controllare comunque i miei pasti mi dà quasi tranquillità, sperando di riuscire a seguirlo ben bene.

Stefy , forse non mi hai mai letta. Ho seguito una psicoterapia negli ultimi due anni, e non l'ho mai interrotta. Sono dunque stata seguita contemporaneamente da dietista e da psicoterapeuta.

Biankaneve ha detto...

Tieni duro, assolutamenti altrimenti tornerai a casa più a pezzi di prima con l'idea di non avercela fatta nemmeno questa volta.
Invece stai li,impegnati e torna più splendida che mai.
Forse ti senti sola a mangi per questo. Cerca nuovi amici, gira per i mercatini quando hai tempo e pensa con qualche kilo in meno quanto bene ti starebbero certi vestiti.
Tutti possono farcela e se hai avuto il coraggio e la forza di mollare tutto e di iniziare una nuova vita cosa vuoi che sia stare in dieta! E' molto più facile. Non premiarti con il cibo, e non essere costantemente li con il pensiero. fa la tua vita e non pensare sempre al cibo cibo cibo

Prisca ha detto...

"Il pensiero di non stare a dieta ma di controllare comunque i miei pasti mi dà quasi tranquillità, sperando di riuscire a seguirlo ben bene."

Ecco, è questo che intendevo quando ho scritto che la tua dieta mi sembrava troppo restrittiva. Ma forse non ho usato il termine più adatto. Quello che volevo dire, è che seguendo quella dieta ti sei "nascosta" per tanto tempo dietro uno schema alimentare ben definito da ALTRI, pianificato, che non ti consentiva nessuno sgarro, che ti diceva soltanto cosa mangiare e cosa no, quanti grammi di pane o pasta, ma non ti dava gli strumenti per "camminare da sola" e imparare ad affrontare in autonomia il cibo per quello che è: nutrimento. Che può dare piacere, certo, ma che non deve diventare nè solo uno schema da seguire giorno per giorno, nè un rifugio ai tuoi problemi o un nemico da combattere.
Devi avere un nuovo approccio con il cibo. :(

Prisca ha detto...

Altra considerazione, che spero ti possa essere utile, visto che a me era successo: ho notato spesso, leggendoti, che hai sempre avuto la tendenza a "idolatrare" la tua dieta e, di conseguenza, la tua dietologa. Magari sbaglio, ma è quello che ho percepito. Ora, penso che sia normale, da un lato...
Lei ti ha fornito le risposte e una strada da seguire. Quella ricetta tu l'hai seguita alla lettera (più o meno, dai :P) e ha funzionato, perché ti ha fatto perdere tanti kg = è la soluzione per tutto, e se sbagli o non la segui è solo colpa tua (e ti punisci per questo, o ti senti in colpa). Io credo che questo approccio sia dannoso. Pensi di poter seguire una dieta strutturata in questo modo per tutta la tua vita? Qualcuno ti ha dato lo strumento necessario a risolvere il tuo problema, non l'hai trovato tu dopo un percorso personale. Il controllo non è partito da te, ma ti sia stato imposto da qualcuno. Pensaci...


RamyRamy ha detto...

cup, non devi tornare... semmai, cambia lavoro, magari prova con uno che abbia orari più decenti e che ti permetta di prendere in mano la situazione come una volta...
tieni duro, non mollare, hai fatto tanti sacrifici e sei diventata stupenda. ora ancora tutto si può recuperare!!

Sara ha detto...

So che non c'è bisogno che io ti dica di non mollare perchè questo è il tuo sogno e si sta realizzando alla grande, cercherai un altro lavoro quando parlerai meglio ma per adesso cerca di sfruttare questo ti siamo vicini e sei il nostro orgoglio vedrai che passata questa fase di stabilizzazione riuscirai a riprendere il controllo della tua bocca, esci a fare la spesa con i soldi contati per comprare le cose buone e metti i soldi per le schifezze da parte così ogni settimana ti comprerai un trucco o un accessorio pensando che sono i soldi della spesa porca che non hai fatto..ti sono vicina <3

SSdery ha detto...

Giuliana non mollare!!!
Ti capisco benissimo perchè anche io ho avuto il tuo stesso problema a Londra con la differenza che quasi ci rimango causa diabete.
Volere è potere,e tu ce la puoi fare benissimo,ti prego non mollare.

Maddalena ha detto...

come sono diverse, le cose e le persone. per me il trasferimento a Londra è stato ai tempi il taglio decisivo e definitivo con i disturbi alimentari. ma io soffrivo di una subdola forma di bulimia, causata - scoperto dopo anni di terapia - anche da un rapporto troppo stretto con la famiglia di origine. allontanarmi così tanto da loro, per quanto li amassi e mi amassero, è stato quello che ci voleva per fare il passo finale, per saltare fuori del tutto dal mio disturbo. io, però, vivevo con il mio ragazzo e ci sostenevamo a vicenda, sia psicologicamente che praticamente. capisco che essere da sola contribuisca di più a farti vivere sregolata e confusa - e gli orari lavorativi che fai ora non aiutano.
penso che però, in parte, quello che ti stia succedendo sia normale. hai affrontato un cambiamento di vita enorme, sei lì da sola, credo che sia normale che la tua testa sia andata un filo in "tilt" e ci siano delle regressioni - succede a tutti, anche a chi qui come altrove vuole far credere di essere un superuomo o una superdonna immune a qualsivoglia fragilità e disturbo. come si suol dire, "tieni botta": cerca di arginare tutto questo come puoi, esci tanto, stai con gli amici, prova ad attingere alla tua forza di volontà fino all'ultima goccia. e comincia col cercarti un lavoro con degli orari più "regolari", avere la giornata programmata aiuta molto chi soffre di questo tipo di disturbi. tieni duro. per me ce la puoi fare benissimo.

un abbraccio Giuliana

Maddalena

Pudding Zilvy~♥ ha detto...

Anche io ho avuto questo problema, mangiavo anche quando ero piena e mi nutrivo di cose golose piene di farina... la colpa va allo stress e ai cibi che creano dipendenza.
Secondo me colazione - pranzo - cena non bastano... mettici nel mezzo qualche spuntino, ma bello! Tipo uno yogurt magro e per farlo sembrare più gustoso potresti metterci dentro pezzi di frutta e dei cereali d'avena, l'avena contiene vitamina B e fa sentire felici le persone che la mangiano ^^
Oppure potresti provare a mangiare della frutta essiccata :)
Lo svegliarsi sudata è dato da cattiva digestione, magari sei intollerante a qualche alimento che mangi spesso...
Prova a tenere un diario alimentare, ci scrivi su tutto quello che mangi coi tuoi commenti a inizio e fine giornata su come ti senti, se sei regolare al wc e se dormi bene. A me è servito molto ^^
Fammi sapere :) ♥

Anonimo ha detto...

Giuliana ma tu parli sempre di lavoro, che qui non lo trovavi... ma davvero un lavoro come quello che hai trovato li, qui non lo trovavi? c'era bisogno di andartene a londra per lavorare in un bar? mah. e poi sei sola, hai il fidanzato lontano... non lo avevi minimamente considerato che una ricaduta nei tuoi problemi alimentari sarebbe stata sicura al 100%? io lo posso anche capire che un posto ti piace, ma se devi stare nel posto che ti piace e stare male... che senso ha? parli sempre così male della sicilia e dell'italia, che sono posti bellissimi, il mondo intero ci viene a visitare, vuoi mettere la nostra cultura (culturale, alimentare, etc) con quella di qualsiasi altro posto al mondo? è un momento critico per l'italia questo è vero, ma Giuliana in fin dei conti non hai una laurea, non hai fatto niente per assicurarti un futuro lavorativo... io capisco che un laureato pianga disgrazia se non trova lavoro, ma se neanche ti sforzi allora non hai diritto (sempre considerando il fatto che un lavoro nei ristoranti o nei pub lo trovano TUTTI, anche in sicilia, tutti i miei amici che non studiano, lavorano, chi carpentiere, chi al mc donalds, chi nei pub etc etc... tu cosa volevi fare il dottore? l'avvocato? senza una laurea trovi il lavoro che hai trovato tu a londra, lo trovi anche qua al 100%)... tu ti sei buttata in una situazione di malessere per un posto che "ti piace" perchè le persone non giudicano gli altri dall'abbigliamento e tutte queste cose da adolescente in piena fase critica. non sono queste le cose che rendono la vita felice, secondo me.

M.

Anonimo ha detto...

Giuliana ha già spiegato ampiamente il problema del lavoro a catania: un posto da barista si trova, ma pagano in nero e talmente poco che non si ha la possibilità di essere indipendenti dalla famiglia. A Londra le danno uno stipendio che le permette di pagarsi l'affitto e sopravvivere. Il punto è impegnarsi per crescere. Se si non fa qualcosa per acquisire qualche competenza si passa da un lavoretto all'altro senza arrivare da nessuna parte. Giuliana deve impegnarsi per costruire qualcosa e non nascondersi dietro i problemi alimentari.

Anonimo ha detto...

intendo dire che deve imparare a fare qualcosa di qualificato e non pensare di cavarsela con lavoretti da barista o commessa, non perchè siano lavori poco dignitosi, ma perché sono talmente semplici che li affidano a persone senza esperienza che vengono poi licenziate per essere sostituite da altre persone senza esperienza che costano poco a chi le assume. Bisogna cercare di arrivare a qualcosa di più sicuro, e questo costa fatica e impegno.

Anonimo ha detto...

riguardo l'ultimo commento, e' possibile che lavori come quello di Giuliana si trovino anche in Italia - ma in UK io (e amici italiani) mi sento considerata, retribuita, e stimata. Sento i racconti di amici (nella ricca emilia) che fanno lavori in nero, sottopagati, straordinari non pagati, che dovrebbero essere liberi professionisti con partita iva pagati a prestazione, e hanno invece una routine giornaliera 9am-7pm. So che tutto cio' sembra normale, ovvio, niente male in realta'. Dalla mia esperienza, non lo e' necessariamente. Se faccio straordinari, mi pagano. Non mi viene mai detto che se non mi va bene, ce ne sono altri 100 che possono prendere il mio posto. Il fatto che io sia una donna in eta' fertile non e' mai, mai stato menzionato in alcun colloquio. Anni fa insistettero perche' mi fosse fatto un regolare contratto per lavorare 2 ore la settimana part-time! (Su tutto cio' ovviamente io pago le tasse. Ma ho la sensazione di avere qualcosa indietro - sicurezza, dignita', rispetto). La mia esperienza di vita e lavoro in UK (dal 2005) e' stata ottima. Magari il lavoro e' lo stesso, ma ti senti meglio.

E si, in tanti vengono in Italia per visitarla perche' e' un fantastico paese. Concordo. Ma non ci vivrei :) a fine vacanza, i tanti tedeschi, svedesi, inglesi, tornano nei paesi d'origine con il loro cibo pessimo e clima orribile.. perche' ci devi lavorare, prendere i mezzi, e interagire con gli uffici pubblici, non stai tutto il tempo a fare il turista, prendere il sole e mangiare bucatini.

Il cibo, il clima, la famiglia mi mancano molto, ma lavorativamente parlando per quanto riguarda la mia esperienza non c'e' paragone.

Gio(UK)

Anonimo ha detto...

intendevo il commento delle 14.10 come 'ultimo commento'!
Gio (UK)

letix ha detto...

Riorganizzarsi sempre.
Si lotta continuamente,non è una cosa che cambia col tempo.Si impara solo a capirne i meccanismi.Già il fatto che ti preoccupa è un buon campanello d'allarme.Non spaventarti Giù,non preoccuparti di ieri e ricomincia oggi.Fa nulla se hai già mangiato un panino che al risveglio negavi.Tranuilla alla carica!La lotta al peso è una costante di anni,parentesi di una manciata di kg e di giorni sono irrisorie,se si rientra nell'ottica al momento giusto.e la stoffa non ti manca.siamo tante a combattere la stessa battaglia.
un abbraccio
Letix

Veronica Zoccheddu ha detto...

Ciao Giuliana, spero che nel momento in cui scrivo tu ti senta un po' meglio.
Allora...concordo certamente con chi dice che lo spostamento sicuramente all'inizio non aiuta chi ha problemi come i tuoi. In effetti, e l'ho sperimentato da me, per chi lavora fuori con ritmi "forti" e quasi impossibile seguire una dieta, specialmente se complessa come la tua o come quelle generalmente prescritte da medici, non parlo solo di un semlice regolarsi e tenersi. Io devo mangiare quello che trovo al "bar" (un panino, o un'insalata, o varie, e ricorda che vivo in Asia)o che potrei preparare a casa e portarmi in ufficio (una pasta sempice, o ancora insalata eccetera) e di certo la mia vita non mi permette di stare a contare i grammi di tofu. Tu finche eri a casa avevi solo quello da fare, arrivare da un pasto calcolato all'altro, ora invece hai un lavoro faticoso e con orari assurdi. Aggiungici il cosiddetto "cambiamento d'aria" che sembrera una stupidaggine ma a TUTTI quando si trasferiscono in altri paesi capita (ingrassando un pochino o dimagrendo o semplicemente con difficolta intestinali). Io cerc di fare il possibile in palestra, la pago un pochino cara ma mi fa stare bene e non mi fa piangere per una cucchiaiata di nutella, ala quale non so e non voglio rinunciare. Se esco e si va a cena me la godo, punto, poi brucio in palestra e sto attenta gli altri giorni. Ogni volta che vado in vacanza, anche per un breve weekend, prendo qualche chilo che poi smaltisco.
Quando ci si trova in queste situazioni in ognuno si smaschera il punto debole, e questo è il tuo. Lo stare sola, il tuo ragazzo che ti ci ha fatto andare sola, il lavorare dopo cosi tanto tempo, il vivere in una citta di certo piu frenetica di Ct, eccetera ti hanno scatenato il nervosismo, che in te si manifesta in quello. o credo che dopo un primo periodo si stabilizzera tutto, ma davvero penso che dovresti scrivere alla psicologa e alla nutrizionista, ti fara sentire meno sola. Approfitta dei tuoi giorni liberi per camminare, girare, e perquanto riguarda i consigli alimentari, non posso che sottoscrivere quelli delle ragazze. Non arrenderti!!!IO se fossi stata qui sola non so come avrei fatto all'inizio!!! questo fa parte dell'affrancarsi dalla famiglia e diventare adulti!!!
un abbraccio fortissimo,

Veronica Zoccheddu ha detto...

Ultima cosa: non tiriamo fuori che "poteva farlo anche a CT": si, al nero e 300 euro al mese? come no. Invece di inneggiare tanto all'Italia cominciamo a renderci conto di come si stia ricominciando ad emigrare anche per fare i baristi, e non solo come "fuga di cervelli". Anzi, mi prudono le mani se penso che ha un fidanzato che ha preferito rimanere in quelle condizioni. Come diceva Gio credo piu sopra, i vari inglesi tedeschi e compagnia NON vengono da noi a lavorare, chissa perche.

Pier(ef)fect ha detto...

mi spiace scoprire il tuo blog in questo momento poco facile... anche io non sono del tutto regolare con la mia linea, la mia alimentazione, la mia salute e il cibo, ma devi provarci, devi mettercela tutta. Non mi è mai capitato di mangiare fino a star male, al massimo mi sento strapienissimo, ma capita... quello che posso dirti è di imparare a volerti bene ed a non farti del male, imponiti che comprare schifezze non ti serve, anzi non ci andare nemmeno nel reparto delle schifezze, imponiti un budget, non partire da casa con soldi in più, e compra lo stretto necessario... se pensi di non aver voglia di cucinare, compra qualcosa che puoi mangiare subito ma che non faccia male, pure del tonno, bon xD
a sfogati dallo stress, dedicati a te stessa! un bacio, in bocca al lupo

Anonimo ha detto...

Scusa ma c'era bisogno di andare a Londra per fare la vita che stai facendo adesso? hai mollato casa, famiglia, amici e fidanzato per andartene in un altro paese a fare la cameriera sfruttata. C'era bisogno?
Che per lo shopping? te lo fai a Catania, non penso mancano i posti per comprare vestiti firmati o modaioli.
E' appagante dire VIVO A LONDRA ..si..a fare la fame, senza fidanzato, senza famiglia, soffrendo da sola, massacrarti di lavoro e stare male per la dieta senza un aiuto di uno psicologo( visto che ne hai bisogno) ??
Ma torna Giuliana..stai pur certa che la gente non ti prenderà in giro perchè in tal caso avresti "fallito" ..hai sbagliato proprio a prendere così alla leggera una situazione del genere. Un conto è s partivi col tuo ragazzo, un altro se parti sola.
Ad ogni modo..buona fortuna lo stesso.

Sempre Io

neuromantica ha detto...

Io amo l'Italia con tutta me stessa, al punto che conto seriamente di lavorarci e spesso penso che ci proverò almeno a tornare in Sicilia per farlo. Ma la pianti chi dice che poteva star bene anche qua dove anche se studi e fai il medico vieni trattato come una pezza da piedi. Ci vuole passione, pazienza e una mentalità/maturità particolare per starci bene. Se lei non ce l'ha credo che siamo concordi nel trovare più importante che viva felice piuttosto che la pensi come piace a noi sul nostro paese. Per cui non capisco chi ti dice di tornare, potevi aspettare di essere più stabile prima del grande passo ma non mi sembri il tipo che si stabilizza pensando ma piuttosto agendo ed è quello che stai facendo. Per cui continua a vivere le tue giornate lì, fai esperienze positive e negative e permettiti di prendere in mano i tuoi errori. Vivi tutto questo pensando a cosa puoi impararci, di te e del mondo. Anche questa del cibo. Osservati all'opera.

Anonimo ha detto...

Io veramente lavoro in un'azienda fuori milano e ci sono parecchi ragazzi americani, tedeschi e anche qualche olandese. Di stranieri che vengono a lavorare in Italia ce ne sono. E l'Italia non è così retrograda e malmessa come tutti sostenete, certo è un momento di crisi, ci sono alcune cose che non funzionano ma trovatemelo voi il paese perfetto. Ognuno poi può decidere dove vuole vivere (io ad esempio mi ero innamorata dell'olanda, e se non avessi avuto lavoro e amore per il mio paese probabilmente ora sarei là) ma non stiamo ogni volta a fare discorsi su quanto qualsiasi paese al mondo sia infinitamente migliore dell'Italia; l'erba del vicino è sempre più verde, si sa. E mi sono anche rotta le scatole di sentire voi che denigrate il nostro paese per qualsiasi cosa, e spesso lo denigrate per delle emerite cazzate, passatemi il termine.

per quanto riguarda la tua dieta...io credo che dovresti preoccuparti innanzitutto dei sintomi fisici post-abbuffate, perchè significa che con tutto quel cibo stai facendo del male non solo alla tua psiche, ma anche al tuo corpo. rischi di farti venire la gastrite, il colesterolo e tanto altro per cosa? per mangiarti una scatola di ritz o qualche porcata all'inglese? pensa al tuo corpo prima di pensare che se sei grassa ti senti brutta e non ti entrano più i vestiti ecc ecc...questi aspetti sono solo secondari. E non nasconderti dietro un disturbo alimentare perfavore. Come tanti che hanno problemi di peso che sono alle prese con la dieta (e che amano mangiare) purtroppo capitano i periodi in cui si parte da un cioccolatino e si finisce per scofanarsi barattoli di nutella ogni sera. Puoi uscirne, devi solo stringere i denti i primi giorni.

Anonimo ha detto...

Io ti capisco, mi basta concedermi un sacchetto di patatine per finire in un vortice di cibo spazzatura che dura giorni e giorni. Forse una persona normale riesce ad ascoltare il proprio senso di sazietà, ad accontentarsi di una schifezza ogni tanto senza diventarne dipendenti. Io, pur essendo notevolemente migliorata in questi anni, so di dovermi tenere alla larga da certe cose e cerco il più possibile di farlo, soprattutto se sono sola; essere in compagnia di qualcuno aiuta a non perdere il controllo.
So perfettamente che è dura uscire da questi periodi ma so per esperienza che uscirne è possibile, anche se i primi giorni dovrai fare uno sforzo immane....e sai anche tu che mangiando sano ti sentirai meglio in generale. Sei caduta, ok, rimetterti in piedi sarà dura, ma una volta in piedi sarai più forte e correrai più veloce.

Chi ti dice "che diavolo ti sei trasferita a fare" probabilmente non sa che il tuo sogno era Londra, come per altri è fare l'avvocato o comprare un cane. Rimarrà là in ogni caso, fatevene una ragione.
BlackTea

klelya ha detto...

Ciao Giuliana!
Ho commentato poche volte, ma ti "passo a trovare" regolarmente. Non ho avuto tempo/modo di leggere gli altri commenti, quindi non so se sto ripetendo qualcosa di già scritto.
Io credo che l'impatto psicologico che stai avendo di fronte al cambiamento radicale della tua vita sia fortissimo. E non solo per te che sei probabilmente più sensibile di altri. Lo sarebbe stato per chiunque.
Gestire questi cambiamenti, per una persona che purtroppo affronta i problemi cercando conforto nel cibo non può avvenire in concomitanza con il tentativo di stare a dieta.
Io sto passando un periodo (ormai due anni e oltre) in cui ho la necessità di far fronte a eventi e responsabilità abbastanza grandi. Ho deciso che non è sano pensare di mettermi a dieta, perchè non appena lo penso (e basta questo) mi ritrovo ad affogarmi di cibo!
è da un paio di post che vorrei suggerirtelo.
Datti degli obiettivi più onesti rispetto a quello che sai di poter gestire.
Per ora credo che la tua priorità dovrebbe essere assestare la tua nuova vita a Londra. Già mi sembra complicato gestire i tuoi orari e i tuoi pasti.
Fai in modo al momento che siano semplicemente sani, ma non essere troppo severa con te stessa.
Non vietarti i Digestive, regalatene 2 o 3 in un momento particolare della giornata in cui sai che ne hai bisogno.
Non negarti nulla, perchè tu in questo momento, per quanto hai voluto fortemente questo cambiamento, ti sei negata la tua casa ed il tuo nido. Non puoi toglierti anche il conforto di un pò di cioccolata, credimi!
Se mantieni un pò di coccole, sono sicura che riuscirai a gestire eventuali crisi di abbuffata.
in generale, un grande InBoccaAlLupo!
klelia

Anonimo ha detto...

secondo me la questione del lavoro all'estero è un grosso fraintendimento, a volte. non discuto sulla questione di lavori tipo baristi/commessi perché non li ho mai svolti né lì né qui, ma posso parlare da neolaureata in cerca del lavoro per cui aveva studiato. io e il mio ragazzo siamo rimasti a Londra per più di un anno e durante tutto questo periodo abbiamo trovato solo internships (i nostri stage) retribuiti - udite udite! - ben 5 sterline al giorno...roba che non ci compri neanche un panino da Sainsbury's, quasi. E parlo di studi e uffici ultra cool, che - con rispetto parlando - cagavano soldi. Ma niente. E nessuno di questi stage si è MAI trasformato in un vero lavoro. torniamo in Italia la scorsa primavera e io, dopo appena due settimane, trovo lavoro in una grande agenzia di comunicazione di Milano dove, dopo 6 mesi di stage, mi è stato fatto un contratto indeterminato. Il mio ragazzo ha lavorato in diversi studi sempre a Milano e proprio poco fa, dopo aver lasciato l'ultimo perché non si trovava bene, ha mandato in giro una decina di CV - colloquio in uno studio, assunto dopo una settimana. Zero raccomandazioni, preciso. Solo culo? Se così fosse, saremmo le persone più fortunate del mondo. Credo sia invece perché ci siamo dati da fare, abbiamo fatto esperienza lavorativa all'estero ma partendo già con l'idea di tornare perché, detto con sincerità, la qualità della vita a Londra è pari allo zero rispetto a una qualsiasi cittadina random italiana. Con quello che guadagni non ci paghi l'affitto di una casa (forse questo sfugge ai commentatori) ci paghi una stanzetta umida e fredda in una casa condivisa con altre tot persone (come facevamo tutti, del resto) le case fanno pietà a meno che uno non abbia una barcata di soldi, i mezzi pubblici costano TRE volte tanto rispetto a Milano e se ti viene un qualche accidente è meglio pregare i santi piuttosto che andare in un qualsiasi ospedale della città (ho visto cose che...) - Londra è una città magnifica per moltissime cose ma, DOPO AVERCI VISSUTO, non ci vivrei più. Io sono tutt'altro che patriottica nei confronti dell'Italia e ho viaggiato sin da piccola, ma devo ammettere che ormai sputare fango sul Paese in cui viviamo è diventato lo sport nazionale e un po' rattrista, soprattutto quando vedo che chi lo fa sono giovini che si sono laureati con calma a ventotto anni, zero esperienza lavorativa, lingue straniere manco a parlarne (in tutti i sensi) e piangono miseria se il giorno dopo la laurea non trovano il posto a duemila euro al mese pronto lì già col loro nome sopra. Ah, ovviamente con orari flessibili e poco da fare. Provate voi ad andare a dire a un inglese in uno studio inglese che alle sei timbrate il cartellino perché è vostro diritto - il giorno dopo vi ritrovate una scatola di cartone sulla vostra scrivania con dentro tutte le vostre cose (sì, è uso licenziare senza preavviso, la legge britannica non lo prevede).

Per finire, il capo della mia agenzia è americano e vive a Milano da anni, dice che non tornerebbe a Los Angeles neanche sotto tortura.

Anonimo ha detto...

Ultimo anonimo vuoi un applauso?
Anche io amo l'Italia e odio chi la denigra a tutti i costi, ma non sto certo qui a scrivere il mio CV o a sputare sentenze su chi l'Italia non la ama (non sono tutti 30enni neolaureati insoddisfatti, credimi). Ma in questo cavolo di blog è possibile avere un'opinione senza essere attaccati a tutti i costi? C'è chi ama l'italia e chi no, chi si trova bene a londra e in italia non tornerebbe mai e viceversa. E' così difficile da capire?
E, a proposito di opinioni, ma è possibile che ogni volta che una persona è golosa e debole bisogna parlare di disturbi alimentari?
S.

Prisca ha detto...

L'hai deciso tu, utente S., che lei è solo debole o golosa e non malata? E da che pulpito? La conosci e sei un medico?

Beato te che puoi continuare a vivere e a bullarti della tua forza, non sapendo cosa si prova quando si sta così male. Lo dico seriamente.

Anonimo ha detto...

@ Sempre Io, mi sembri un po' esagerato.
Giuliana non ha "mollato" la famiglia e il fidanzato, che anzi si è tirato indietro, nè è andata a Londra "perchè dirlo è appagante". Ha programmato, un anno fa esatto, un sogno che aveva da anni; nel frattempo ha accumulato qualche soldino, è dimagrita e si è operata agli occhi, perchè a Catania non poteva fare altro.
E non è che fa la fame, nè viene sfruttata al lavoro, solo che questo ritorno del binge le sta facendo vedere tutto molto più nero di quanto sia.

Anonimo ha detto...

"C'è chi ama l'italia e chi no, chi si trova bene a londra e in italia non tornerebbe mai e viceversa. E' così difficile da capire?"

ecco, appunto. forse è difficile da capire per te, dato che io ho solo espresso la mia opinione (che tu dici che è impossibile avere) come ha fatto diversa gente sopra di me con toni altrettanto ironici e accesi (che però non hai criticato, forse perché hanno esposto un pensiero simile al tuo)
Per quanto riguarda lo "sputare il CV", ammesso che sia stato così (non mi pare di aver citato luoghi, posti, nomi e persone nel dettaglio) non vedo perché non dovrei farlo. Mi ci sono fatta il mazzo su per anni ogni singolo giorno, credo di aver maturato il diritto di poter dire quello che faccio, esattamente come fanno tutti qui (che si tratti di abitudini, pensieri, cose che si fanno e che si dicono). Volevo semplicemente esporre un punto di vista diverso riguardo al lavoro all'estero, basato sulla mia esperienza personale che come tale è opinabile, rispetto a tutti quelli che lo vedono come la terra del Bengodi, luogo promesso in cui fuggire liberandosi una volta per tutte dalle brutture italiane. E che magari - dico magari - a Londra ci hanno fatto solo i tre mesi con la EF o hanno sentito il racconto dell'amico del cugino dello zio (NON è il caso di Giuliana, ci tengo a precisare). Tutto qui.

Anonimo ha detto...

E tu prisca la conosci personalmente? le hai fatto anche una diagnosi con manuale alla mano per caso?

Anonimo ha detto...

E per quanto riguarda l'anonimo che scrive (non sputa) CV, mi sono rivolta a te in quanto hai criticato chi dice di odiare l'Italia definendoli tutti "28enni neolaureati senza esperienza", ma allo stesso modo ho espresso il mio disaccordo verso coloro che denigrano l'Italia a tutti i costi. Ognuno la pensa a proprio modo e generalizzare, da una parte o dall'altra, mi sembra davvero da cervellini ristretti. Senza contare che trovo particolarmente pesanti coloro che vanno sui blog altrui a raccontare la propria vita giusto per sentirsi migliori degli altri, su un argomento che tra l'altro c'entra poco (ti sei accorta che qui l'argomento principale è l'alimentazione e un presunto disturbo alimentare?)
S.

Anonimo ha detto...

Passo e chiudo.

Anonimo ha detto...

ma perchè dicono che a catania un lavoro al pub ti pagano 300 euro al mese? voi siete di fuori, io ho lavorato ultra-sottopagata in una pizzeria e di euro ne prendevo 500 al mese (certo lavoravo 6 ore al giorno quindi avrei voluto di più ma tant'è). 500 euro al mese sono buonissimi anche per vivere da sola, che a catania gli affitti costano un cazzo e il cibo ancora meno... quindi che cosa dite??? mah forse siete tutti romani o milanesi con i vostri prezzi folli, in sicilia la vita non è cara come al nord, con 500 euro al mese ci campi (certo non una famiglia, ma una persona si tranquillamente, ne sono la prova).

Prisca ha detto...

S. credo ti sia sfuggito un particolare: Giuliana ha detto chiaramente che il suo disturbo alimentare le è stato diagnosticato da un medico.
Quindi, di cosa stai parlando? Seriamente, a te i suoi comportamenti sembrano quelli di una persona semplicemente golosa?! Ripeto, sono contenta per te che tu non abbia mai avuto problemi del genere, o che magari, al contrario suo, tu li abbia facilmente superati. Brava, complimenti. E quindi? Ti senti così forte e superiore da non poter tollerare la debolezza di Giuliana? (che poi, debolezza...è stata a dieta stretta per mesi e mesi, hai idea di che forza di volontà ci voglia?). Mi chiedo perché non le sia concesso di fallire, sbagliare, cadere e rialzarsi come tutti.
In questo post ha solo chiesto aiuto, comprensione e qualche parola di conforto...cosa c'è di male in questo?

E con ciò, per quanto mi riguarda, chiudo questa inutile polemica. Scusami Cup se mi sono dilungata...

Anonimo ha detto...

Probabilmente il cibo serve a colmare le sue carenze affettive.
La sua stazza dimostra come, affettivamente parlando , la vita sia stata crudele con lei

Margherita ha detto...

Ciao Giuliana. Prima di tutto apprezzo i discorsi che fai sul restare a Londra e sull'affrontare la vita senza lasciarti sopraffare dai tuoi problemi. Come molti ti hanno già detto in questi commenti, probabilmente è vero: in una dimensione di iper-controllo, in cui tutto quello che dovevi fare durante il giorno era per l'appunto controllare la tua alimentazione e muoverti fra persone/luoghi che ben conoscevi, non c'erano grossi problemi. I problemi per le persone con problemi alimentari -parlo da ex bulimica anoressica- sorgono proprio quando ci si trova a dover fronteggiare l'imprevisto. Non si è veramente guarite finché non si fa i conti con questo, cioè lo stare bene al di là della dimensione di controllo. Tu non hai ancora imparato ad ascoltare il tuo corpo, cioè a nutrirti correttamente anche al di fuori della dieta, a rispettare il senso di sazietà quindi. Si può anche mangiare una scatola di ritz... ma dopo una persona "normale" non ha voglia di mangiare altro, a meno che a spingerla non sia un desiderio tutto mentale, un desiderio compulsivo non dettato dal corpo ma da altri sentimenti, quali l'ansia, l'angoscia, il vuoto. Le persone con disturbi alimentari sono spesso persone che mal tollerano le frustrazioni e si chiudono in universo fatto di regole -in gran parte alimentari- dalle quali non escono per non affrontare il mondo. Io trovo quindi molto positivo che tu il mondo abbia invece deciso di affrontarlo. Da tanto tempo desideravi questa cosa di Londra: vivere significa fronteggiare i propri desideri, anche se possono portare delusioni. Forse questa esperienza londinese ti deluderà, ma per lo meno l'avrai vissuta e potrai dire che ti ha deluso sulla base dei fatti. Scappare aumenterebbe semplicemente la sfiducia in te stessa e nella vita. Il fatto è questo, Giuliana: tu mangi per non ascoltare i sentimenti, mangi perché è "più facile" soffocare le emozioni e stare male per il cibo e per il proprio corpo. In realtà probabilmente tu pensi che preferiresti di gran lunga affrontare ansia, angoscia e vattellapesca invece che farti venire un mal di pancia pazzesco con chili di gelato... ma quella che hai innescato è un'abitudine, un meccanismo così automatico ed inconscio che ora disinnescarlo richiederà una fatica pazzesca. Il primo passo è restare dove sei e continuare ad affrontare la tua vita, per quanto sia dura e frustrante. Il secondo passo è cominciare ad affrontare le tue emozioni e smettere di soffocarle con il controllo sul corpo. Devi spostare l'attenzione, e quando ti svegli al mattino cercare di rendere più marginale il pensiero del cibo e concentrarti su qualcosa di più grande e di più profondo. Chi sei? In cosa credi? Dove stai andando? Forse, quando questi pensieri avranno occupato il 99% del tuo tempo, ti riuscirà più facile sentirti sazia con poco. Più l'anima e il cuore sono pieni, più ci viene facile ascoltare i nostri bisogni fisiologici. Spero tu abbia capito quello che voglio dire, io sono guarita così, capendo che il corpo è solo un corpo, ed ha esigenze elementari, tutto quello che di troppo contorto aggiungiamo arriva dalla mente ed allora è proprio da lì che dobbiamo ripartire. Un bacione, Margherita

Veronica Zoccheddu ha detto...

Anonimo delle 23:12...anche volendo amettere che a Ct si possa vivere con 500 euro al mese...si puo vivere da soli? si puo fare una vacanza una volta all'anno, per dire? in caso di visite mediche urgenti e costose? si puo mettere da parte? se la maggior parte di queste domande ha come risposta NO allora mi dispiace, ma non e' possibile. perche' non bisogna considerare 500 euro al mese di spese, e poi in caso si spacchi la lavatrice per dire sei nella cacca.
al di la di quello, ti ha mai sfiorato l'idea che, stipendio a parte, sia al NERO? e' cosi poco importante vivere in un posto dove si ha un regolare contratto di lavoro? perche se ormai non essere dichiarati sembra normale, allora qualcosa non va.

Anonimo ha detto...

veronica, con 500 euro si può avere un posto letto a catania (esattamente come quello di giuliana a londra) e non credo che giuliana, con il suo stipendio attuale londinese, possa permettersi di fare vacanze, pagare costose visite mediche o mettere chissà quali soldi da parte. Per quanto riguarda il lavoro in nero no, non è normale, ma calcola che noi siamo il paese che paga più tasse in assoluto. C'è qualcosa che non va ai vertici, non me la sento di condannare senza remore i proprietari di bar o negozi. Per la tua esperienza, poi, credi che a Londra ci siano solo regolari contratti e siano tutti felici e contenti? vi sbagliate, non è sempre così. esattamente come non lo è in italia. L'inghilterra non è certo il paese del bengodi come tutti qui ci tenete a sottolineare.
G.

Anonimo ha detto...

Margherita ha ragione, su tutto. Perché parlate senza sapere nulla dei disturbi alimentari?...sensibilità e rispetto, questi sconosciuti!

Veronica Zoccheddu ha detto...

Caro/a G, non voglio certo sottolineare quanto sia bello stare a Londra, o che li il lavoro nero non ci sia, pero per quanto ho visto lei un lavoro da barista dichiarato a ct non lo ha trovato, o solo call center in cui lo stipendio era davvero vergognoso. Ora, non sto dicendo male dell'Italia a tutti i costi, certamente c'e qualcosa di marcio al vertice e non vanno condannati i proprietari di locali tout court, difatti non era quello che stavo facendo. Semplicemente, trovare un lavoro dichiarato a quanto Giuliana diceva non e' affatto normale a Ct, dunque ben venga se lo trova altrove, giusto per dire che almeno se si affetta una mano ha una copertura assicurativa. E poi, credo anche che per lei che non ha fatto alcuno studio specifico o ha alcuna esperienza lavorativa o formazione professionale, mettere almeno un anno a Londra sul cv e imparare l'inglese (che ormai e' il requisito minimo) non sia proprio da buttare via. Insomma, a 25 anni fare qualche sacrificio, magari passare anche dei momenti duri non fosse anche SOLO per imparare l'inglese lavorando penso sia un'esperienza formativa.

Anonimo ha detto...

Ma che razza di genitori hai?
in 20 anni non si sono resi conto del lavoro pessimo che hanno fatto con te?
mi fai tenerezza

Anonimo ha detto...

Giuliana non è che un lavoro da barista a catania non l'ha trovato, è che lei non ha mosso minimamente il culo per cercarselo perchè aveva già intenzione di andarsene a Londra. Il fatto che in Sicilia trovi solo lavoro in nero e sottopagato NON è vero, se ti impegni e cerchi si trovano lavori dignitosi con una paga decente. Credete davvero che con questo lavoretto massacrante che ha ora si stia facendo + soldi di quelli che farebbe a catania? Ma per piacere!

Anonimo ha detto...

Si come no, e a catania avrebbe anche imparato l'inglese.

Anonimo ha detto...

Allora... siccome qua una per convincervi quasi quasi una deve postarvi la dichiarazione dei redditi... vi racconto cosa faccio io con 500 euro al mese: NON ho un posto letto, ma un bilocale, che pago poco, e diciamo che con le spese di luce etc arrivo ad un 300 euro al mese... con i restanti 200 euro mi compro la spesa (alla fiera), mi compro i libri (fotocopiati ma anche se avessi dici milioni di euro li comprerei fotocopiati) dell'università, compro il cibo del mio cane, e la sera quando capita esco. d'estate parto sempre, ogni estate. questo è quello che io faccio a catania con 500 euro (ovviamente per quanto riguarda i viaggi i soldi li raccolgo in altri modi, non rientrano nei risparmi mensili). al nord con 500 euro al mese vi comprate il pane se tutto va bene, quindi per favore quando parlate di cose allucinanti pensate sempre che il sud italia non è il nord italia e neanche il centro italia. qua si vive ancora bene, le cose costano ancora poco. poi questa storia di imparare la lingua io la capisco, ma solo per un laureato, perchè uno senza laurea, dopo che impara la lingua, che fa torna in italia e fa il professore di inglese? oppure resta in inghilterra e per magia diventa medico? non puoi fare niente senza laurea, se non dei lavori normali che come li trovi a londra li trovi anche qua, li trovi in africa ed in tutto il resto del mondo. forse secondo voi in sicilia siamo rimasti al medioevo (e per come ne parla Giuliana lo fa credere davvero) ma vi assicuro che non è così... lei un lavoro non l'ha cercato perchè voleva andarsene, tutto qua. ed in ogni caso, ripeto, senza laurea che lavoro vorreste trovare?

Anonimo ha detto...

tutto questo per dire che lei non è a londra per lavorare, ma perchè non si sa per quale motivo crede che londra sia il posto più bello della terra (ci sono stata, per vacanza si è bello, per viverci preferirei farmi tagliare tutti e due i piedi).... ed anche se fosse il posto più bello della terra, per stare bene in un posto, prima devi stare bene con te stessa, i problemi ci seguono ovunque andiamo perchè sono nella nostra testa non nel posto in cui viviamo. è solo una scusa pensare di stare male in un posto perchè quel posto fa cacare (visto che comunque catania non è una favelas), stai male in un posto perchè stai male in generale, quindi starai male anche in capo al mondo.

Anonimo ha detto...

Ho letto i commenti, anche se non tutti, e debbo dire che una volta tanto tutti, ognuno a suo modo e con le sue opinioni, ti hanno offerto consigli più che sensati.
Dal canto mio, posso solo aggiungere poco a quanto è già stato scritto.
Credo che il tuo disturbo alimentare sia severo e non trascurabile; credo che guarire o perlomeno avvicinarsi alla risoluzione dei tuoi nodi psicologici sia un processo essenziale alla tua crescita e all'equilibrio di donna autonoma e adulta che stai cercando di conseguire. Credo che il percorso verso la sanità dovrebbe essere uno dei tuoi obiettivi primari; so che a Londra operano pricoterapeuti in lingua italiana e sono convinta che dovresti cercarne uno e seguitare la tua terapia di sostegno.
Non so dire se sia giusto o meno tornare in Italia, penso che al momento sia troppo presto per fare un bilancio: in ogni caso, dovesse concludersi la tua esperienza londinese, dovresti semplicemente disinteressarti dell'opionione di tutti e ricominciare altrove a costruire il tuo benessere e il to futuro.
Sempre e comunque, tu vieni prima di tutto: prima dei giudizi estranei, prima dei sensi di fallimento, prima dei sogni perduti.
Forse, e dico forse, avresti potuto ponderare meglio il tuo trasferimento. E' vero che in Italia ci sono problemi di disoccupazione e mobilità lavorativa ma è anche vero che ha tante più chances chi si prepara adeguatamente ad una professione. Anche Londra non è il paese di Bengodi, anche lì avresti avuto molte possibilità di trovare un buon impiego se ti fossi immessa nel mercato del lavoro da laureata e con ampie conoscenze linguistiche.
Comunque, oramai ci sei. Cerca di assicurarti un sostegno psicologico, trascorri molto tempo con gli amici che possono sostenerti, magari impegnati per migliorare il tuo inglese cosicché tu possa cercare un lavoro migliore, più remunerativo, meno stressante, che magari possa garantirti di costruire una vita in Inghilterra. Perché siamo realisti e maturi: per come sei messa ora, la costruzione di una vita adulta, con tutto quel che concerne, è un poco difficile da esaudire.
Auguri sinceri.
Lilla

Anonimo ha detto...

Non avrebbe fatto di certo la prof d inglese, o il medico,ma in qualsiasi UFFICIO o posto di lavoro qualsiasi chiedono almeno un minimo d inglese, magari a ct no, ma il mondo non si ferma li. Nessuno pensa che il sud e catania siano il medioevo, ma e' il medioevo certe volte a stare nella testa della gente. mi dispiace ma accontentarsi non sempre e' la buona soluzione. ma non fa nulla, tanto con 500 euro al mese si sopravvive, dunque incateniamoci li e rifiutiamoci di imparare qualsiasi cosa nuova o di fare qualsiasi esperienza nuova o scoprire e conoscere nuove persone, perche farlo se si puo vivere bene con 500 euro al mese?
io sono cresciuta al nord ma vengo da una famiglia del sud, dunque ci sono stata tante volte e ho della famiglia, e non e' un problema del sud, visto che anche al nord c'e' gente che ragiona cosi.

veronica (sloggata, sorry)

Anonimo ha detto...

L'inglese, ormai, è richiesto anche per andare a vendere i gelati "au l'mone" in riviera col carrettino.

Anonimo ha detto...

Lilla e molti altri non comprendono alcuni concetti fondamentali: non tutti sono adatti a studiare e laurearsi, non tutti progettano di diventare ricchi, non tutti progettano di fare lavori di un certo tipo (avvocati, manager ecc), non tutti sognano di crearsi una famiglia. C'è chi ha sogni che possono sembrarvi piccoli, incompleti, ma voi siete voi e fortunatamente ognuno la pensa a modo proprio. Trovo avvilente dire che aveva senso andare a londra solo da laureata, e che così non ha senso. Non tutti progettano grandi cose, non tutti desiderano il dott. davanti al nome o una bella scrivania in un ufficio.

Anonimo ha detto...

Ciao Giuliana ti leggo da anni ed è la prima volta che ti commento. Mi dispiace per il tuo brutto periodo, ma tieni duro stringi i denti e cerca di andare aventi. Pure io ho il mio raccontino su DCA pure io sono stata male. Ero anoressica, ma un'anoressica pura e quelle stronzate del binge non mi hanno mai sfiorato, ma dato che a forza di sentire racconti strazianti credo che di questa malattia non si possa fare di tutta un'erba un fascio e ognuno ne ha una sua sfumatura non ti starò a dire come uscirne o no. Tu troverai la via.

Per il resto devo dirti che secondo me hai sbagliato solo una cosa. Hai sbagliato a non darti da fare a casa tua. Mi spiego. Sebbene molte sostenitrici moralizzatrici qua sopra ti dicono "Hai fatto bene ad andartene, hai fatto bene a non accettare il nero, hai fatto bene bla bla perchè con 500 euro non si campa" bè ti dicono solo stronzate. E' vero 500 eruo sono pochine e il nero è degradante ma lavorando in un bar/pizzeria o altro avretsi imparato un mestiere, saresti stata skilled avresti imparato a preparare cosktail ad essere rapida a pulire le tazine e fare caffè e tutto il resto. Hai sbagliato a non capire bene cosa volevi. Potevi andare a bottega da qualche sarta o calzolaio e imparare i requisiti minimi di un mestiere e una volta a Londra cercare lavoro allo stesso modo in qualche bottega e cominciare a fare l'orlo ai Jeans. Hai fatto male a non studiare l'inglese bene. Potevi fare come fanno tutti : scaricarti le sit-com e film in lingua originale sottotitolate in italiano così avresti preso dimistichezza con la lingua, ma non mi pare che tu lo abbia mai fatto.

Vorrei chiarire a certe moralizzatrici che per emigrare non basta mettere da parte 3 mila euro ma occorrono competenze, non si può andare alla cieca e pensare "ci penserò dopo" perchè un salto del genere va ponderato, occorre contare e calibrare tutti i passi che servono prima della rincorsa altrimenti si finisce nel burrone. (Sto parlando con la Zoccheddu che mi pare un po' qualunquista, scusami ma ti percepisco così).
Prima di emigrare bisogna avere una competenza da vendere non "tanta buona volontà e la fiducia in una società libera". Secondo me poi prima di Londra sarebbe stato meglio sistemarsi in un distretto industriale e lavorare come operaia. So che suona brutto ma avresti guadagnato soldi, orari migliori e una città meno cara con cui confrontarti.

Ma adesso Giuliana sei in ballo e devi ballare. E devi darci dentro. E comincia capire DAVVERO cosa vuoi fare nella vita e cosa vuoi da te stessa, perchè non puoi ridurre tutto a Londra e al DCA. Tu non sei la tua malattia quindi vedi di non farti fregare da lei, tu sei di più devi capire che cosa vuoi essere, perchè non può bastarti "Sono una che vive a Londra" perchè questo non ti basterà mai. Cosa vuoi fare davvero? Cosa vuoi fare da Grande? L'infermiera la sarta la commessa. Cerca di capirlo capisci chi sei e segui quello che ti dice il cuore e impegnati con tutta te stessa a diventare ciò che vuoi. Londra è il primo passo adesso CON CALMA SANGUE FREDDO E soratutto SOPRATTUTTO IMPEGNO (l'impegno è ciò che più ti manca) datti da fare e diventa ciò che vuoi.

fatti coraggio.

Serenity*

Anonimo ha detto...

ma magari lei non vuole diventare un mestiere. perchè si tende sempre ad identificare le persone in base al mestiere che fanno? lei questo voleva, andare a londra, il mestiere che fa non le importa per il momento. forse lo capirà col tempo, lavorando. non siamo tutti fatti con lo stampino, non tutti siamo diploma-laurea-stage-esperienza all'estero-lavoro-famiglia, non tutti vogliono farsi il mazzo in fabbrica per mettere via un gruzzolo. capisco che volete consigliarla e non certo aggredirla ma poco le servono certe dritte, se ho un poco capito come è fatta. Giuliana ragiona per un obiettivo alla volta e per il momento il suo è resistere, lavorare (cosa che non ha mai fatto davvero, perciò è già un grosso passo) e sconfiggere questi maledetti problemi col cibo. E quest'ultimo è anche il problema principale al momento, non capisco il perchè di tutti questi vostri papponi su trasferimento e lavoro.
L'anonimo delle 14:45

Anonimo ha detto...

14.45
Non stiamo parlando di diventare un mestiere ma diventare qualcuno, queste chiacchiere sul "uno non è il proprio mestiere" risparmiamocele.
Stiamo parlando con una 25 enne non con una 18enne, se la sua massima aspirazione è stare a Londra perchè non è felice? Io non gli sto dicendo trovati un mestiere ho detto "Cerca di capire ciò che vuoi" perchè, come ho detto, Londra evidentemente non le basta. Non tutti siamo una routine. Hai ragione tu, ma tutti abbiamo bisogno di un punto fisso che renda sopportabile l'esistenza.

Serenity*

Anonimo ha detto...

io ho scritto che a catania si vive con 500 euro non per dire che visto che è così una deve restare qua a vita, bada bene, ho detto così perchè hanno fatto delle supposizioni che non sono esatte (posti letto per 300 euro, ma voi siete pazzi! io per meno ho un bilocale), e visto che non sapete neanche di cosa stiamo parlando ve l'ho spiegato da catanese che vive sola con 500 euro al mese. a me personalmente la sicilia piace, mi piace viverci anche se sicuramente vivrò altrove per molto tempo prima di tornare un giorno, ma di certo non la cambierei mai al mondo con nessun paese europeo, europa per europa mi sto bella a casa mia. il mondo è enorme, pieno di posti stupendi, cosa vi dice la testa di andare a londra ad ammazzarvi con un lavoro di merda? proprio siete tarati. l'ho detto sempre che londra è la patria della sfiga, la maggior parte degli italiani che trovate o sono gay in cerca di libertà, o provengono da qualche paese sperduto (ovviamente ci sono anche quelli che fanno un lavoro super lusso, in quel caso è giustificato come spostamento, ma per lavorare in un bar proprio è uno schiaffo alla vita... come dire "odio il paese dal quale provengo così tanto che mi accontento di andare a fare un lavoro merdoso altrove pur di non viverci"... e questo lo trovo vergognoso detto da un italiano)

Anonimo ha detto...

anonimo delle 14:45, il tuo discorso non regge semplicemente perché è palese (lo dice lei stessa) che Giuliana non sia felice del lavoro e del percorso che sta facendo. qui non si tratta di esser professoroni, dottori con la targhetta sulla scrivania o quant'altro, si tratta di essere felici con quello che si fa. E se Giuliana avesse scritto quanto era felice di fare la cameriera, al di là di orari e quant'altro, o che stava benissimo e i suoi problemi col cibo si erano attenuati, credo che nessuno si sarebbe sognato di "criticare" la sua scelta. I problemi alimentari si intensificano quando non si è felici o non si sta bene con se stessi, non è un caso.

Cupcakes ha detto...

Amici e amiche , vi voglio bene e lo sapete, e devo ammettere che stavolta vi siete superati con i vostri consigli sensati e con la vostra sensibilità. Grazie ancora.

Non mi dilungo troppo sulle cose che ho già detto, ma mi chiedo solo come faccia l'Anonima catanese a vivere con 500 euro al mese. Non me lo spiego proprio. Le mie cugine con cui ho un rapporto più stretto lavorano tutte e due al call center (e sono le uniche ragazze che conosco che hanno un lavoro con contratto a tempo indeterminato), e con uno stipendio di più di 500 euro hanno provato tutte e due ad andare a vivere da sole, in stanze affittate come me e non in bilocali, e tutte e due sono dovute tornare a casa. E parlo di uno o due centoni più dei 500 della commentatrice. O l'Anonima catanese vive da pezzente, o non ho idea di come faccia a campare con quella cifra. Va bene che il Sud è meno caro (ah sì? Solo per gli affitti, perchè i prezzi oramai sono più o meno uguali a quelli di Roma ad esempio), ma con 500 euro è impossibile davvero vivere dignitosamente.

Detto questo, sempre a te, catanese che difendi Catania, vorrei chiedere dove sono tutti questi lavori di cui parli. Perchè io il lavoro lo cercavo, ma non c'era nulla se non call center outbound e robaccia in nero e sottopagata.

Da Londra non mi aspettavo di trovare ricchezza, ma solo un lavoro a norma di legge. E l'ho trovato subito.

Imparerò l'inglese e un giorno forse potrò anche decidere di studiare come hanno già fatto tante ragazze che conosco e vivono qui. Studiare non mi piace, quindi l'opzione esiste ma magari deciderò di fare la barista per sempre.

E anche le bariste si possono sposare e possono mettere su famiglia, quindi possono crescere anche loro (ne sono la prova i miei colleghi: molti sono della mia età o poco più grandi e sono sposati, conducono una vita normale e tutto il resto).

Infine, vorrei ricordare a chi mi dice che anche a Ct avrei potuto fare la barista, che più volte ho spiegato il fatto che in Italia non ci voglio vivere, né facendo la barista né facendo nient'altro.

Anonimo 14:45 , GRAZIE!
"Non tutti progettano grandi cose". Hai ragione. Io voglio vivere senza ambizioni, voglio fare quello che desidero e quello che desidero è semplicemente essere indipendente in una città meravigliosa come quella in cui vivo. GRAZIE!

Serenity , leggo blog e siti inglesi da almeno un anno o due e traduco sempre le parole che non conosco. Seguo video di Youtuber inglesi da un anno o due allo stesso modo.
Il caffè ho imparato a farlo qua e non mi sottopaga nessuno come avrebberò fatto a Catania. E nessuno mi ha detto che avrei dovuto avere esperienza. Ho fatto un training (pagato) in cui me l'hanno insegnato, e adesso lo so fare. Non ho avuto bisogno di farmi sottopagare a Catania per un anno per imparare un mestiere. Le cose base le ho già imparate qui in un paio di giorni, e se anche mi licenzierano, un altro bar saprà cosa so già fare... grazie a Londra, non grazie a qualche barista mafioso catanese.

A Catania poi distretti industriali non ce ne sono. Operaia? Ma dove? Forse non è chiaro il concetto del "ci vuole la raccomandazione anche per pulirei culi" (e non scherzo. Un mio parente stretto è stato raccomandato per fare da badante in nero ad un anziano non autosufficiente).

Tu che chiarisci alle "moralizzatrici" che per emigrare non basta avere da parte tremila euro, in base a cosa parli?
Io sono emigrata con tremila euro, senza saper fare niente, e ho trovato lavoro dopo una settimana. Mah.

Anonimo ha detto...

Santi numi, ma tua sorella è in stato interessante???

Veronica Zoccheddu ha detto...

Serenity: intanto mi chiamo Veronica, e poi perché qualunquista? Scusami, ma qualunquista non lo sono, anche perché puoi non essere d'accordo con me, ma non sai nulla di quello che faccio e che vivo. Parlo di trasferimenti all'estero con cognizione di causa, ho lavorato prima in Italia, poi sono emigrata in Francia e ora a Hong Kong, diciamo che non credo di dare consigli sventati. A Giuliana ho spesso detto di stare attenta al trasloco, di non farlo alla bell'e meglio, di non andare a Londra sprovvista di stomaco forte in tutti i sensi, e di soldi soprattutto, che sarebbe costato molto eccetera, ma ora che é li non può buttare tutto al vento.
Qualunquista proprio no.

FrencyMammaStrega ha detto...

Ferma Giuly, ferma. Non sei ricaduta nel binge. Hai fatto una scivolata. Per il cambiamento, per gli orari, per millemila motivi. Ci sta.

La mia psichiatra mi diceva sempre che è normale cadere, lo fanno anche i non malati di DCA. Hai presente la classica tipa da telefilm che -tristissima- si fa fuori il barattolo di gelato davanti alla tivù?
Ecco, per chi come noi ha passato i DCA spesso i barattoli saranno 2-3 o qualcuno in più. Perchè le cadute sono difficili e ci entrano in testa i circoli viziosi "abbuffata-sensodicolpa-abbuffataperchètantoormaidomani...".
Ma ci si rialza. Con calma. Come ha detto qualcuno prima di me, lasciando perdere la dieta e il dimagrire, ma pensando solo a rialzarti dalla caduta.
Quando ti sarai assestata, avrai metabolizzato cambiamento ed orari nuovi, ti sarà più semplice riprendere.

Ora ti serve solo riprendere e mantenere il tuo equilibrio.

Ma tutti cadono. Tu, però, hai già visto come si sta bene quando ci si rialza.

Forza Giuly.
Quando vuoi, se lo vuoi, io ci sono. Qui o su FB :)

Ti abbraccio forte!

Anonimo ha detto...

"non credo di dare consigli SVENTATI"?!?!?!?!

Anonimo ha detto...

cento cento cento

Anonimo ha detto...

dalla risposta acida deduco che ti ho punta sul vivo.

Serenity , leggo blog e siti inglesi da almeno un anno o due e traduco sempre le parole che non conosco. Seguo video di Youtuber inglesi da un anno o due allo stesso modo.
Un conto è un video di 3 minuti un conto è un inglese veloce e fluente.

Il caffè ho imparato a farlo qua e non mi sottopaga nessuno come avrebberò fatto a Catania. E nessuno mi ha detto che avrei dovuto avere esperienza. Ho fatto un training (pagato) in cui me l'hanno insegnato, e adesso lo so fare. Non ho avuto bisogno di farmi sottopagare a Catania per un anno per imparare un mestiere. M
Io non so se sono diventata spastica in grammatica, ma non capisco che cosa avrebbero avuto di così schifoso anche 200 euro in confronto al nulla.
Le cose base le ho già imparate qui in un paio di giorni, e se anche mi licenzierano, un altro bar saprà cosa so già fare... grazie a Londra, non grazie a qualche barista mafioso catanese.

La base si impara in un paio di giorni ma io parlo di professionalità per la miseria! E io direi che dovresti riempirti la bocca di scuse verso i baristi catanesi che sono certa non sono tutti mafiosi e ladri come dici tu. (Una mia amica è di Messina e quello che dici tu a me non l'ha detto mai, e con una laure in scicom ha trovato un lavoretto senza l'aiuto di Don Corleone)

A Catania poi distretti industriali non ce ne sono. Operaia? Ma dove? Forse non è chiaro il concetto del "ci vuole la raccomandazione anche per pulirei culi" (e non scherzo. Un mio parente stretto è stato raccomandato per fare da badante in nero ad un anziano non autosufficiente).

Io parlavo di distretti industriali in inghilterra, non a CT la geografia la conosco,


Tu che chiarisci alle "moralizzatrici" che per emigrare non basta avere da parte tremila euro, in base a cosa parli?
Io sono emigrata con tremila euro, senza saper fare niente, e ho trovato lavoro dopo una settimana. Mah.

Io ho 4 amici che sono emigrati, e che prima di emigrare hanno valutato diverse offerte di lavoro in vari paesi, hanno valutato la loro capacità di imparare la lingua e hanno scelto il lavoro e il paese in base allo stipendio che avrebbero percepito e in base al costo della vita. Non andando alla cieca e prendendo il primo lavoro che hanno trovato. Ecco cosa intendo e sì, parlo di bi laureati. Parlo di bi laureati che hanno lavorato uno-due anni GRATIS in Italia per dimostrare di avere le skill necessarie per un determinato lavoro, quindi non venire a dirmi che non so nulla. Le basi io le conosco meglio di te, e non solo sull'UK ma anche su altre 3 paesi (finlandia francia e olanda..vedi te)
Hai trovato lavoro dopo una settimana, e sono contenta per te, davvero, ma non credo che tu sia alle stelle e lasciamelo dire, purtroppo non so se potrai aspirare a molto altro. Il tempo passa e certi ritmi non si riescono a atenere molto a lungo a meno che tu non abbia una tempra forte. Al momento tu vivibene, ma pensi che fra dieci anni avrai la stessa forza? Di alzarti al mattino e tenere certi ritmi? Ma tu vuoi fare la barista alla stazione a vita? se è così spero che ti vada bene

@Veronica
quando dici che si emigra per fare i baristi mi hai fatto ridere (parlo da barista) i baristi che emigrano lo fanno per aprire locali all'estero e girare col porsche dopo due anni.
Poi tu dici di essere emigrata ad HK ma non spieghi e le motivazioni ne il tuo tipo di lavoro ne le tue competenze. Mica si prende un aereo e si va a vivere altro a caso.

Anonimo ha detto...

aH! quello sopra è il mio
Serenity*

Anonimo ha detto...

mi piace "anonima catanese" mi firmerò così d'ora in poi :)

no, non vivo da pezzente... te l'ho già scritto che faccio la spesa alla fiera (scrivi che ci vai spesso, sai che li le cose costano un terzo del supermercato) e non ho bisogno di comprare cibi vegani/biologici/light quindi spendo poco (le cose che ho elencato costano di più). non vado dal parrucchiere (proprio come te), non compro abiti costosi (H&M va benissimo, come va benissimo la fiera sia normale che dell'usato)... benzina non ne metto perchè vivo in centrissimo e non saprei neanche dove parcheggiarla la macchina, l'ho lasciata a casa dai miei. in pratica gli unici soldi che spendo sono per mangiare (oltre affitto e bollette chiaramente, ma che in tutto fanno 300 euro al mese). i restanti 200 euro sono circa 7 euro al giorno, e li uso per mangiare io e il mio cane... 7 euro al giorno non sono pochi anche perchè la spesa non la faccio ogni giorno ma una volta a settimana (le cose che non trovo alla fiera le compro all'hard o all'eurospin o da fortè). ci sono famiglie di 4 o 5 persone che vivono con mille euro, per me da sola 500 euro sono più che buoni (anche se in realtà sono una e mezza visto che c'è anche mia figlia/cane).

Anonima catanese

Cupcakes ha detto...

Serenity , ma tu il mio blog l'hai mai letto o no?

Non è che mi hai punta sul vivo, semplicemente non accetto simil giudizi da una persona che di me non sa nulla, dato che a quanto pare non mi hai mai letta.

No, perchè se mi avessi letta sapresti bene che non mi interessa né mi è mai interessato avere un buon lavoro perchè il mio scopo è quello di vivere qui e non quello di vivere qui con un lavoro bello da trovare con esperienza ed ottimo inglese.

QUINDI tu hai scritto parole al vento, perchè io voglio solo mantenermi qui, senza laurea né niente, e ci sto riuscendo con la prima cosa che ho trovato.

Se tu mi leggessi, sapresti che sono partita per cercare un lavoro qualsiasi, quindi tutte le storie sull'inglese, lo studio e l'esperienza non capisco perchè le hai tirate fuori.

Ho mai detto di desiderare un lavoro in ufficio e mi sto lamentando di non averlo trovato?

Io non aspiro a niente perchè per me un lavoro vale un altro e non vivo per il lavoro che faccio. Il lavoro mi serve per pagare le bollette, e può essere per me un lavoro qualsiasi.

Come qualcuno ha fatto notare in un altro commento, è così difficile pensare che c'è gente (ME) che non vuole per forza un lavoro da favola?
E' così difficle pensare che io dal basso del mio diploma non lavorerei gratis per avere le skills?
Ma lo sapete che esistono posti dove le skills o come diavolo si chiamano te le pagano?

Lavorare gratis non serve a nessuno. Chi vede nel tuo cv che hai fatto mesi gratuiti non penserà "Oh che bravo", ma penserà quello che è ovvio pensare: un pollo da spennare che pur di farsi strada si fa sfruttare.

Ripeto: dal basso del mio ignorantissimo diploma e del mio ignorantissimo inglese, io il lavoro me lo faccio pagare per qullo che vale e per quello che valgo io.

Anonima catanese , forse è anche il fatto che non hai la macchin a contribuire allora. A me 500 euro sembrano lo steso pochi. Nel senso, 7 euro al giorno per la vita normale ti permettono forse di comprare una maglia di H&M una volta ogni due mesi.
Io mangio un sacco di frutta e verdura ad esempio, e non potrei fare la spesa con poco perchè come minimo se ne vanno 4 chili di verdura a settimana -.-

Anonimo ha detto...

Serenity, e meno male che ti scagli contro le cosiddette moralizzatrici!
innanzitutto il tuo discorso non serve a un beneamato, dato che ormai i giochi sono fatti. giuliana c'è già a londra. serve a poco piangere su un presunto latte versato (che tra l'altro, ma chi l'ha detto che c'è del latte versato) con il sotteso intento di fare da grillo parlante della situazione. io sono solita dire che se mio nonno avesse avuto tre palle era un flipper, con i se non si fa la storia, insomma. cerchiamo di trovare delle soluzioni per l'ORA, invece che pontificare sul passato della gente (passato del quale abbiamo in ogni caso una visione parziale)

per le altre che han sottinteso che a quest'età non c'è altro da fare se non s'è sgobbato come disperati prima: magari qualcuno cambia ideali e prospettive di vita, magari ci si ritrova con nuove energie, magari si esce da relazioni distruttive... ma che ne sapete voi? non è mai troppo tardi, e sinceramente la gente come voi che gode ad ammazzare e sottovalutare le aspirazioni altrui mi fa sinceramente ribrezzo

ciao.

DDR

Anonimo ha detto...

Io non aspiro a niente perchè per me un lavoro vale un altro e non vivo per il lavoro che faccio. Il lavoro mi serve per pagare le bollette, e può essere per me un lavoro qualsiasi.


finchè ti dura buon per te.
Io non aspiro a niente è la cosa peggiore che possadire una persona. Davvero mi hai fatto rabbrividire ed è difficile.

AH! i miei amici prendono 2500 euro al mese. Polli da spennare no, produttori di utili si!

Tu puoi fare quello che vuoi ma se ti lamenti anche solo una volta al giorno con te stessa, mi dispiace ma evidentemente quello che cechi non è quello che desideri.

E il tuo blog lo leggo da circa 4 anni. Vedi te.

Anonimo ha detto...

ma solo per soddisfare una curiosità, vi capita mai di pensare che non tutti aspirano a diventare direttori megagalattici?
ma davvero stiamo in un mondo dove tutti devono pensare di diventare mega manager, creativi e rockstar? ma crescete! secondo voi la gente che vi fa il cappuccino la mattina, che guida l'autobus che prendete al mattino, che pulisce i cessi che usate, che fa la badante per i vostri nonni, deve per forza essere infelice e frustrata? magari hanno degli hobby, dei figli, degli amici, un ideale da portare avanti.
crescete perchè potete fare mega master all'università di culonia e far pesare, da veri arricchiti, che nel vostro giro si guadagnano 2k al mese netti però rimarrete sempre i soliti poveretti dentro.


PS: perché usare una parola inglese (skills) quando esiste l'italiano COMPETENZE? ah per sembrare fighi, capito.
meno male c'è gente che lavora gratis come voi, tanto chissenefrega dei soldi per mangiare, i ventenni vivono di skillzzz, di visibbilità, quindi viva i du' corpi de maus.

DDR

Anonimo ha detto...

Senti DDR ma che prolemi hai io credo che
Se uno sacrifica Paese, Patria, Famiglia, Amici abitudini e tutto il resto deve farlo per guadagnare in primo luogo MOLTO DENARO, e secondo stabilità emotiva e pace interiore, sennò il gioco non vale la candela. Allora si ce ne restiamo con 500 euro al mese e vicini ai nostri affetti che forse hanno un valore più grande dei soldi e del desiderio di indipendenza e libertà.

Serenity*

ps: per le tue osservazioni da bamboccina: credo che ogni persona sia in grado di scegliere il lessico che più gli aggrada

Cupcakes ha detto...

In realtà io quoro DDR (Ti sei tolta una D finale?).
Chi lo dice che se ci si allontana dagli affetti e dalla bambagia lo si fa solo per guadagnare meglio?
Io mi sono allontanata per il rifiuto verso la mia città ed il mio stato, e mi sono allontanata per avere una mia indipendenza economica. Vivrò di stenti ma saranno i miei stenti e non qualcosa legata alla mia famiglia.

DDR ha ragione anche quando ti fa notare che tu vivi, studi e hai miliardi di lauree anche grazie a persone che tu forse giudichi inferiori.

Al mondo c'è bisogno di tutti, e non sei peggiore di un altro perchè fai il barista per pochi soldi, perchè non hai due lauree e perchè ti accontenti di poco.

E le mie ambizioni nella vita non riguardano il lavoro di sicuro. E non c'è da rabbrividire per questo.

Anonimo ha detto...

Mi limito a rispondere concisamente, perché vedo che il molti travisano il senso di quanto io o altri abbiamo scritto.
La questione della formazione superiore non risiede nell'avere un titolo prima del nome, cosa che io per prima detesto e trovo assolutamente risdicola, ma nello specializzarsi minimamente - esistono per questo scopo le lauree triennali - per potere avere maggiori opportunità in campo lavorativo.
Forse siete troppo giovani per esservi accorte che oramai laurearsi in legge, ad esempio, non significa fare l'avvocato e guadagnare milioni di euro, ma smplicemente guadagnarsi un posto meglio remunerato in un ufficio o in una catena di supermarket, caffè, ristoranti o magari fare l'amministratore di condominio. I tempi sono cambiati, oramai tutti - anche data l'etrema facilità dei corsi di laurea - hanno il famoso pezzo di carta, anche se in Europa l'Italia è il paese col più basso numero di laureati.
Visto che Giuliana comprensibilmente fatica coi suoi orari di lavoro, una ottima conoscenza preventiva dell'inglese e magari un modesto titoletto di studio accademico le avrebbero consentito di entrare nella catena medesima di caffè da professionista junior: negli uffici, nella gestione del personale o chissà dove altro, ma con orari migliori e uno stipendio più alto, in modo da non dover contare gli spiccioli.
Forse non vi siete accorti che il costo della vita è elevatissimo, specie in questo momento.
Prepararsi per un futuro più degno significa sopravvivere meglio, non arricchirsi. A meno che non concepiate la vita come un eterno presente, il ché è anche giusto all'età di 25 anni, ma ci si deve anche aspettare di fallire se non si ha desiderio di impegnarsi per crescere.
E va bene che non tutti siano propensi agli studi: esistono corsi di formazione che ti consentono di entrare nel mondo del lavoro come chef, cameriere di sala, segretaria e via dicendo; fare il caffè da Starbucks con un contratto a scadenza è una cosa, ma servire ai tavoli di un ristorante a due stelle, magari con un contratto a tempo indeterminato e i passaggi di livello, significa assicurarsi un futuro certo.
Per fare la semplice commessa da Hermes o Armani o Prada, oramai chiedono una laurea breve e almeno due lingue eccellentemente parlate. Quindi di che stiamo parlando? Due italiani su cinque, anche quando laureati, sono disoccupati: di che parliamo? Di fare i dottori o di sopravvivere? A Londra c'è molta mobilità ma i lavori "veri", quelli che ti consentono di costruire, non sono certo così immediati e semplici da trovare.
Resta il fatto che ho stima di Giuliana e apprezzo la sua scelta.
Per crescere nel suo percorso di vita, tuttavia, deve assolutamente migliorare la qualità della propria esperienza formativa.
E con questo metto il punto.
Lilla

Anonimo ha detto...

serenity,
sì è vero, ho un problema, ovvero quando sento qualcuno che ama azzoppare gli altri e considerare le loro aspirazioni inutili o ridicole mi girano parecchio.
ho un problema anche con la gente che fa cadere dall'alto le proprie qualifiche e i propri stipendi, con la convinzione che basti questo per arrogarsi il diritto di pontificare sui sogni altrui.
poi non accetto che mi si dia della bamboccina.
tantomeno che me lo dia una persona che considera meritevole di sacrifici solo il "fare una barca di soldi", e che per stare vicino a mamma e papà e al fidanzato si fa passare quel che considera come briciole (per carità, se anonima catanese vive benissimo con quella somma ed è serena è bello, ma non mi sembra che tu guardassi con lo stesso rispetto quella somma di denaro). è una scelta come un'altra, ma non venite a bacchettare sulla testa la gente che non crede che il Patria Famiglia Dio (dio ce l'ho aggiunto io, diciamo che completava la triade che si idolatrava ai tempi del- ma guarda!- fascismo) sia l'unica cosa meritevole di sacrifici, preoccupazioni, eccetera.

se poi tu vuoi farmi credere che non hai mai dubbi, interrogativi, rimpianti riguardo alle strade che hai intrapreso sei padronissima di farlo, ma non ci credo comunque.
ti auguro solo di non dover far mai un lavoro che "ti permetta di pagare solo le bollette e che non sia il lavoro della vita", come fa l'80% delle persone, perché probabilmente ti sentiresti una merda. poi sarei io la bamboccia... LOL

DDR(D)

Margherita ha detto...

D'accordissimo con te.

Anonimo ha detto...

io la penso come DDR, anche (e forse soprattutto) perché sono sì una studentessa universitaria, ma non ho aspirazioni di diventare un pezzo grosso e non ho voglia, a 25 anni, di pensare solo a farmi il culo per avere un domani un CV lungo quanto la divina commedia. Studio perché mi arricchisce e perché ho la possibilità di farlo, non ho tempo per lavorare e non posso ne voglio fare esperienze all'estero (adesso come adesso dovrei chiedere soldi ai miei e non mi va, cerco di chiedergliene il meno possibile). Mi sento una fallita perché ho un curriculum pari a zero a 25 anni? no. E non avrei nessun problema a fare la cameriera o la barista, non è un pezzo di carta con un dott. che mi farebbe sentire su un piedistallo. Non è avvilente non avere grosse aspirazioni, c'è chi trae le proprie soddisfazioni da altro oltre che dal lavoro e chi ha sogni che a voi possono sembrare piccoli, ma che in realtà non lo sono. Perchè è così assurdo pensare che una ragazza abbia voluto partire da zero nella città dei suoi sogni, senza voler per forza fare corsi di formazione e di inglese prima? vi passa per la testa che forse non ha intenzione di dirigere nessuna catena di bar o ristoranti? ok voi forse avete un'altra età e vedete le cose diversamente, e forse noi un giorno vi daremo ragione, ma io vedo già dei miei coetanei che cercano di farsi strada come degli scalmanati, che si definiscono manager quando in realtà fanno stage non pagati, che non accettano di stare in posizioni che ritengono "basse" solo perchè hanno in mano una misera laurea triennale. A me fanno tenerezza loro e chissà, magari avranno un CV ricco e un domani più soldi in tasca, ma io non riesco a vedere la vita a quel modo, mi spiace.
E non potete pure dire che il disturbo alimentare è dovuto al fatto che non è soddisfatta della sua vita, informatevi un po' sui DCA e vedrete che la questione è "leggermente" più complicata.

Cupcakes ha detto...

Va bene, comunque io qui in Inghilterra sono laureata secondo il mio cv.

Il pezzo di carta è così importante solo in Italia o per chi cerca lavori specifici (Architetto, Dottore, Avvocato e via discorrendo), perchè per il resto del mondo, una triennale in facoltà scaldabanchi è il nulla. Difatti sul mio cv inglese io sono bella che laureata e non frega niente a nessuno. E no, qui non ci vuole la laurea per avanzare di grado nella carriera (a meno che, appunto, non si tratti di lavori specifici inerenti agli studi fatti). Pensare che una delle mie cape al lavoro ha 19 anni, quindi all'università neanche ci ha mai fatto mezza giornata!

Anonimo ha detto...

Il commento di Lilla è puro Vangelo e esprime totalmente il mio pensiero.

Per la cronaca mai detto che il lavoro di barista sia degradante, ma faticoso e lo dico con cognizione si causa dato che per tre anni l'ho fatto per pagarmi gli studi. Così ora ho due qualifiche, laurea e barista.
(E altre che non sto ad elencare dato che qua l'aria che tira è che più sai più sei stronza)

Serenity*

Anonimo ha detto...

cioè nel tuo curriculum inglese hai messo che sei laureata quando non è vero?!??! visto che non importa a nessuno, precisamente che ce lo hai messo a fare?!?!
Lo chiami "pezzo di carta", dici con disprezzo che solo in Italia conta qualcosa, esalti il fatto che in Inghilterra non gli danno importanza, E POI sul tuo curriculum menti, e ci scrivi che sei laureata anche se non è vero!!! Per cosa? Visto che in Inghilterra sono così illuminati e la laurea non conta e per te è solo un pezzo di carta perchè hai gonfiato il tuo curriculum mettendoci un titolo che per di più non hai?!?!?
Mi sembra un comportamento molto contraddittorio e stupido!!

Anonimo ha detto...

è vero.... di la verità almeno invece di pompare il curriculum, siccome gli inglesi sono tanto illuminati ed evoluti. chissà che altre cavolate ci hai scritto su quel curriculum pur di farti assumere....

Anonimo ha detto...

mi dispiace cup, ma anche io penso che tu abbia fatto male a mentire sul curriculum. Rileggi il commento di Lilla: lei ha ragione, è come dice lei, il mondo del lavoro. Ti pare una cosa positiva avere come capo una ragazzina di diciannove anni? Non pensi che forse ricopre questo ruolo non perché abbia particolari doti ma perché, semplcemente, potrebbe farlo chiunque lavori lì da poco più di qulche settimana o mese? Ti sembra rassicurante? Hai mai fatto caso che nelle attività commerciali che appartengono a grandi catene c'è un ricambio continuo di personale? (da H&M i commessi cambiano alla stessa velocità con cui viene rinnovato l'assortimento). Ti sei mai chiesta perché? Tutti sono consapevoli che si tratta di lavori a termine, e che durino poco fa comodo sia a chi assume, per pagare meno contributi ed essere sicuro di non avere mai personale in soprannumero, sia a chi viene assunto che (se minimamente al corrente di come gira il mercato) sfrutta il lavoro temporaneo in attesa di quacosa di meglio.

Cupcakes ha detto...

Ho inventato altri mille lavori nel cv, e che vi piaccia o no lo fanno quasi tutti coloro che non hanno tremila esperienze (come voi colti e laureati e baristi avete -.-). Li avevo inventati anche nel cv italiano se è per questo. Il cv inglese con la laurea non l'ho creato io ma un mio amico, per cui una volta che era pronto non stavo lì a cancellarlo, e anzi era bello, pronto e ricco. Sarebbe stato grave se mi fossi finta medico, non se invento di aver già fatto la barista e di avere una laurea triennale per lavorare in nero a Camden o per fare caffè.

Io prima o poi lo cambierò il lavoro, ma devo prima imparare bene l'inglese (o devo aspettare che mi licenzino loro).
Se però non dovessi avere la fortuna di trovarne un altro e dovrò fare la barista a vita, non mi metterò a piangere.

Anonimo ha detto...

Non hai capito la mia critica. Per me nel curriculum puoi inventarti cosa ti pare, ma mi sembra ipocrita da parte tua prima sputare merda sulle lauree, chiamandole pezzi di carta etc, e poi inventarsi di averne una. Ma forse non ci arrivi proprio a capirlo.

Anonimo ha detto...

non ho grandissime esperienze di lavoro dipendente in quanto mi sono sempre dedicata o a partecipare a concorsi artistici o a studiare.
però non mi salterebbe mai dico mai di inventarmi competenze che non ho.
come mai, cup?
non hai paura che qualcuno ti chieda conto di quel che hai scritto?

DDRD

Cupcakes ha detto...

DDRD , in realtà no. Se dovessero scoprire che non ho una laurea pazienza... non mi denunceranno per questo -.-

Anonimo ha detto...

DDRD e io sarei la stronza? io sarei la cattiva che dice che è meglio coltivare esperienze? Sì mi sbaglio basta invetarsi qualcosa sul curriculum e bypassare anni passati a sputare sangue e ingoiare rospi.
A che serve studiare per laurearsi quando basta una riga di word per poter dire qualsiasi cosa?
La laurea non serve solo a dire che sei un medico, ma certifica anche un tuo impegno negli anni.
Perchè di solito si scelgono delle persone che si sono laurete in corso? perchè dimostrano una maggiore capacità organizzativa e una maggiore serietà nel loro lavoro. (Per inciso io ero fuoricorso quindi dico queste cose senza malizia)

Va bè va dopo aver letto tutta quella manfrina sul cv falso mi fai tenerezza, non solo perchè hai falsato la laurea ma pure le esperienze lavorative.

Serenity*